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GLI ITALIANI DISUGUALI: OTTO MILIONI DI POVERI E L’80% DELLE ENTRATE FISCALI DAI DIPENDENTI

March 13th, 2010

I ricchi hanno quasi la metà di tutta la ricchezza
Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45% dell’intera ricchezza netta di tutte le famiglie italiane (fonte Banca d’Italia).

Otto milioni di poveri
I poveri in Italia sono 8.078.000, pari al 13,6% della popolazione (fonte Rapporto Istat sulla povertà).

L’Italia ai primi posti nel mondo per la disuguaglianza
L’Italia è il sesto paese nel mondo nella graduatoria delle diseguaglianze, subito dopo la Polonia e
gli Usa, che sono al quarto posto (fonte Ocse – Indice diseguaglianze).

Il vero forziere dei più ricchi
La ricchezza delle famiglie italiane (soprattutto di quelle più ricche) risulta complessivamente 8 volte superiore del reddito disponibile. E risulta superiore a quella degli Usa, della Germania e della Francia (fonte: elaborazione Ires-Cgil su dati Banca d’Italia).

L’80 % delle entrate fiscali viene dal lavoro dipendente
Il contributo del lavoro dipendente alle entrate fiscali complessive continua a superare l’80% del totale delle entrate. Pur costituendo circa il 28,5% dell’occupazione, il lavoro autonomo pesa sulle entrate derivanti dalle ritenute tributarie sul lavoro per il 13,1% (fonte: elaborazione Ires su dati dell’Agenzia delle Entrate).

I lavoratori perdono 270 euro al mese
La pressione fiscale sul lavoro dipendente è aumentata nell’ultimo trentennio del 12,5%. Si calcola che i lavoratori hanno visto ridursi il loro reddito di 270 euro al mese (fonte: elaborazione Ires su dati Istat).
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DOCENTI DI DISCIPLINE COREUTICHE: BASTA IL DIPLOMA O FAR PARTE DELLO STAFF DI “AMICI” DI MARIA DE FILIPPI

March 12th, 2010

Il titolo è volutamente ironico e riprende un editoriale di Salvo Intravaia su Repubblica, Licei coreutici, l’allarme dei prof “Scavalcati dagli insegnanti di Amici?” Il problema invece è molto serio. La professione di insegnante è già stata messa a dura prova da due anni senza possibilità di abilitazione per i neolaureati, tagli effettuati, tagli annunciati, riforma delle classi di concorso, introduzione del tfa e non ultima, la riforma della scuola superiore da cui è spuntato l’ormai famoso “Liceo Coreutico”. Chi ha qualche anno in più, ricorderà il serial “Saranno famosi”, ambientato in una scuola di ordinamento simile in cui cantare e ballare erano le materie principali. I più giovani si rifanno invece a “Amici”, la trasmissione condotta da Maria De Filippi.

Chi insegnerà, dunque, al liceo coreutico? A quanto pare non solo professori con gavetta e anni di precariato alle spalle ma anche esperti che possono vantare partecipazioni a trasmissioni televisive, ma senza preparazione teorica. Come verranno certificati? Non si sa, si parla di albi professionali ma è ancora tutto in dubbio, nessuno sa nulla. Grandi proclami e poca organizzazione per ora. Così i docenti dell’Anddicor (l’Associazione Nazionale Docenti in Discipline Coreutiche), anche se non lo dicono chiaramente, temono di essere scavalcati da persone esterne, senza qualificazione. Continua »

LA CASSA INTEGRAZIONE PASSA DA 12 A 18 MESI

March 10th, 2010

Cassa integrazione ordinaria prolungata da 12 a 18 mesi, è la notizia che farà piacere ai tanti cassintegrati e imprenditori prossimi alla scadenza ma che darà un altro colpo notevole alle già provatissime casse INPS. Ieri il voto in Commissione Lavoro alla Camera, con cui senza clamori e notizie sui quotidiani (!) le settimane di Cassa integrazione ordinaria sono state aumentate da 52 a 78.
Sono anni che la CGIL e la UIL chiedono il raddoppio delle settimane di cigo, questa è una prima risposta alle pressanti richieste di imprenditori che non percepiscono ancora segni di ripresa e di dipendenti che vedono avvicinarsi inesorabile il licenziamento e la mobilità, magari a 40-55 anni, la fascia più difficile da ricollocare al lavoro.

Per fortuna ieri con un provvidenziale voto ‘bipartisan’ di maggioranza ed opposizione è stato approvato, dalla commissione Lavoro della Camera, l’allungamento del periodo di Cassa integrazione ordinaria, che passa quindi dalle attuali 52 a ben 78 settimane, sei mesi in più in pratica, rispetto alle attuali condizioni. La misura sarebbe però solo temporanea, in attesa di una più complessiva riforma degli ammortizzatori sociali, e riguarderebbe per ora solo il biennio 2010-2011.

Rimane però confermato lo sciopero generale del 12 marzo, per tutte le altre richieste di tutte le categorie in crisi in questo momento, insegnanti, precari della ricerca e precari in genere in testa. Continua »

RIFORMA DEL LAVORO: ECCO I PRINCIPALI CAMBIAMENTI, DALL’ASPETTATIVA PER I DIPENDENTI PUBBLICI AL LAVORO A 15 ANNI, ALLA RIFORMA DEL PART-TIME, ALLE DELEGHE PER ASPETTATIVE, CONGEDI E PERMESSI

March 8th, 2010

Su una rielaborazione dell’ottima guida alla riforma del lavoro pubblicata dal Sole 24 Ore, riforma convertita in legge il 3 marzo dalla Camera, riassumiamo di seguito in ordine di articolo i principali cambiamenti portati dalla riforma.

Lavori usuranti (articolo 1). Delega per la revisione della disciplina pensionistica dei soggetti che svolgono lavori usuranti. La delega deve essere esercitata entro 3 mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. In pratica, vengono riaperti i termini della precedente disciplina di delega (non esercitata) in materia. Lo scopo è quello di permettere ai lavoratori dipendenti impegnati in particolari lavori o attività e che maturano i requisiti per l’accesso al pensionamento a decorrere dal 1º gennaio 2008, di andare in pensione con un requisito anagrafico ridotto di 3 anni, fermi restando un limite minimo pari a 57 anni di età, il requisito di anzianità contributiva pari a 35 anni e la disciplina relativa alla decorrenza del pensionamento (cosiddette “finestre”). Previsto un meccanismo di priorità nella decorrenza dei trattamenti pensionistici (in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a parità degli stessi, della data di presentazione della domanda), qualora, nell’ambito della funzione di accertamento del diritto al beneficio, emergano scostamenti tra il numero di domande accolte e la copertura finanziaria a disposizione.

Riorganizzazione di enti vigilati dal ministero del Welfare (articolo 2)
. Delega al Governo per la riorganizzazione di alcuni enti o società vigilati dal Welfare e per la ridefinizione del rapporto di controllo del dicastero di Via Veneto. La delega dovrà essere esercitata entro un anno. L’intervento riguarda, in particolare, l’Istituto superiore di sanità, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, la Croce rossa italiana, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, l’Agenzia italiana del farmaco, l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, l’Istituto per gli affari sociali e Italia Lavoro Spa. Viene demandato a regolamenti governativi il riordino degli organi collegiali e degli altri organismi istituiti, con legge o con regolamento, nell’amministrazione centrale della salute.

Commissione di vigilanza sul doping (articolo 3)
. Sarà composta da 16 membri, di comprovata esperienza professionale, dieci dei quali nominati da Palazzo Chigi.

Lotta al lavoro sommerso (articolo 4). Novità in materia di sanzioni relative all’impiego di lavoro irregolare. La novella si riferisce all’impiego, da parte di datori privati, di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro, anziché all’impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria. Le nuove norme non si applicano nel caso di lavoro domestico. Negli altri casi di lavoro “sommerso”, oltre alle sanzioni previste, si applica anche una sanzione amministrativa fino a 12mila euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L’importo della sanzione è fino a 8mila euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di 30 euro per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo lavorativo successivo. L’importo delle sanzioni civili connesse all’evasione dei contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore irregolare di cui ai periodi precedenti è aumentato del 50 per cento. Tutte queste sanzioni non trovano applicazione qualora, dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti, si evidenzi comunque la volontà di non occultare il rapporto, anche se trattasi di differente qualificazione. Si prevede, infine, che nel settore turistico il datore di lavoro che non sia in possesso di uno o più dati anagrafici inerenti al lavoratore può integrare la comunicazione entro il terzo giorno successivo a quello dell’instaurazione del rapporto di lavoro, purché dalla comunicazione preventiva risultino in maniera inequivocabile la tipologia contrattuale e l’identificazione del prestatore di lavoro.

Adempimenti pubblica amministrazione (articolo 5)
. Si interviene su alcuni adempimenti formali cui sono tenute le pubbliche amministrazioni. Tra le novità, si prevede che le pubbliche amministrazioni siano tenute a comunicare, entro il 20esimo giorno del mese successivo alla data di assunzione, di proroga, di trasformazione e di cessazione, al servizio competente nel cui ambito territoriale è ubicata la sede di lavoro, l’assunzione, la proroga, la trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al mese precedente.

Medico di casa per le squadre all’estero (articolo 6). Il medico di casa potrà esercitare la sua attività presso la delegazione sportiva anche, eventualmente, in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli di studio o professionali rilasciati da autorità estere e limitatamente al periodo di permanenza della delegazione o del gruppo. Si specifica, comunque, che i professionisti sanitari cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea godono del medesimo trattamento, ove più favorevole.

Orario di lavoro (articolo 7).
Modifiche al regime sanzionatorio in materia di orario di lavoro. Vengono ridefinite le sanzioni per le ipotesi di violazione della disciplina relativa alla durata media dell’orario di lavoro, al riposo settimanale, alle ferie annuali retribuite. Si rifanno il look anche le sanzioni per il caso di violazione della normativa sul riposo giornaliero. Si chiarisce, però, che tutte le novità in arrivo possono essere derogate mediante contratti collettivi stipulati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. In assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi nazionali, le deroghe possono essere stabilite nei contratti territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale. Il ricorso alle deroghe deve, comunque, consentire la fruizione di periodi di riposo più frequenti o più lunghi o la concessione di riposi compensativi per i lavoratori marittimi che operano a bordo di navi impiegate in viaggi di breve durata o adibite a servizi portuali.

Università (articoli da 8 a 12)
. Arrivano una serie di norme che interessano gli atenei. Intanto, si prevede che l’elettorato passivo è esteso, anche, ai professori di seconda fascia nel caso di mancato raggiungimento per 2 votazioni del quorum previsto per l’elezione. Niente turn over, poi, per gli istituti di istruzione universitaria a ordinamento speciale e nelle procedure di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori, si chiarisce che la valutazione comparativa è effettuata sulla base dei titoli e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, discussi pubblicamente con la commissione. Vengono abrogate, poi, alcune norme concernenti le valutazioni comparative dei docenti universitari e in caso di trasferimento dei ricercatori in servizio presso la Scuola superiore dell’economia e delle finanze alle università statali, la citata Scuola trasferisce all’università interessata le risorse finanziarie per la corresponsione del trattamento retributivo del ricercatore trasferito.

Mobilità del personale delle pubbliche amministrazioni (articolo 13). Si interviene sul delicato tema della mobilità di personale tra comparti pubblici. Si prevede, in particolare, che in caso di conferimento di funzioni statali alle regioni e agli enti locali o di trasferimento di attività svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti pubblici o di esternalizzazione di attività e servizi il personale adibito a tali funzioni risulta in eccedenza, a tale personale si applichino le disposizioni in materia di mobilità collettiva e di collocamento in disponibilità di cui all’articolo 33 del Dlgs 165/2001. Le pubbliche amministrazioni, per motivate esigenze organizzative, possano utilizzare in assegnazione temporanea personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a 3 anni, fermo restando quanto già previsto da norme speciali in materia. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente collegato, le pubbliche amministrazioni possono rideterminare le assegnazioni temporanee in corso sulla base delle nuove norme. In caso di mancata rideterminazione, i rapporti in corso continuano a essere disciplinati dalle originarie fonti.

Trattamento dati personali effettuato da soggetti pubblici (articolo 14).
Si prevede che le notizie concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione pubblica e la relativa valutazione siano rese accessibili dall’amministrazione di appartenenza. Non sono invece comunicabili, se non nei casi previsti dalla legge, le notizie concernenti la natura delle infermità e degli impedimenti personali o familiari che causino l’astensione dal lavoro, nonché le componenti della valutazione o le notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il predetto dipendente e l’amministrazione, idonee a rivelare informazioni sensibili. Continua »

APPROVATO IL DDL LAVORO, QUALI RISCHI PER L’ART. 18?

March 5th, 2010

Approvato dal Senato, con 151 voti favorevoli, 83 contrari e 5 astenuti, il ddl ‘lavoro’  (testo scaricabile qui in pdf) che nei fatti mette a rischio l’efficacia dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Le norme sull’arbitrato, contenute nel testo passato all’esame del voto, prevedono che le controversie tra il datore di lavoro e il dipendente, qualora specificato nel contratto, possano essere risolte anche in sede di arbitrato, in alternativa al giudice del lavoro, dove sarà presa una decisione “secondo equità” e non sulla base della legislazione.

Una perdita di diritti e tutele enorme per i lavoratori.

Il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, in un’intervista a ‘Repubblica’, parla di una legge, voluta dal Governo, i cui effetti renderanno i lavoratori “più deboli” e “più ricattabili”. “L’impressione è che – spiega Epifani – ci sia più di una norma in contrasto con la Costituzione” ed annuncia l’ipotesi di una ricorso. “Il punto vero” prosegue il leader sindacale “è che nel momento dell’assunzione il datore di lavoro può chiedere a un lavoratore di rinunciare alla via giudiziale per la tutela dei propri diritti. E, in quel particolare momento, il lavoratore è più debole e più ‘ricattabile’. Per questo potrebbe accettare la proposta, precludendosi per tutta la durata del rapporto di lavoro di ricorrere al giudice”.

La Consulta Giuridica del Lavoro della CGIL aveva già denunciato i rischi di questo radicale cambiamento, Continua »

IN ITALIA MENO DI UNA DONNA SU DUE TROVA LAVORO

March 5th, 2010

Interessante schema riassuntivo da La Revolution en Rose sulla condizione delle donne, lavoratrici e aspiranti tali,  in Italia. Particolarmente inquietante il primo dato:

47,2%

In Italia meno di una donna su due lavora

17% in meno

A parità di qualifica e incarico, una donna è pagata quasi un quinto in meno rispetto ad un collega uomo

1 su 5

Il 20% delle donne “molla” il lavoro dopo la nascita del primo figlio

Occupazione&Natalità

Eppure la relazione tra tasso occupazione è di natalità positiva: più una donna lavora ed è gratificata e maggiore sarà anche la probabilità che faccia più di un figlio

Ultimi

L’Italia è ultima in Europa per fondi dedicati alle politiche famigliari (4,5% del totale delle spese per la protezione sociale, contro l’8,2% della zona euro) . Ma prima per quelli dedicati alle pensioni (50,8% del totale contro il 39,6% della zona euro)

10-10

Eppure L’incremento del numero dei nidi del 10% potrebbe Continua »

BRICO ASSUME CAPI SETTORE VENDITE IN DIVERSE CITTA’ DEL NORD ITALIA

March 4th, 2010

Proseguiamo la nostra rassegna di aziende che assumono anche in tempo di crisi. Oggi parliamo di Brico, la più grande catena di bricolage in Italia: più di 90 Negozi e fra questi ci sono anche molti negozi in franchising. Sono in continua espansione e in questi ultimi anni stanno aprendo regolarmente nuovi Brico store in tutta Italia.
In questo momento per i negozi di Cuneo, Torino, Milano Parma, Molfetta, Bussolengo, Padova, Muggia, Città S.​Angelo cercano CAPI SETTORE VENDITE.

Di seguito i dettagli dei profili ricercati:
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3V SIGMA ASSUME DIRETTORE COMMECIALE, INGEGNERI CHIMICI, TECHNICAL SALES MANAGER

March 4th, 2010

Proseguiamo con la rassegna delle aziende che anche in questo periodo di crisi assumono a tempo indeterminato e parliamo di 3V Sigma SpA,  multinazionale leader nella produzione e commercializzazione di additivi e prodotti chimici destinati a differenti settori industriali. Per ampliamento dei propri organici sono alla ricerca di diverse figure professionali:

  • Direttore commerciale
  • Ingegneri chimici da inserire in produzione
  • Technical sales manager additivi e specialità chimiche

Di seguito i dettagli dei profili ricercati: Continua »

RAPPORTO DELLA UIL SULLA CRISI DEL LAVORO: LE CONDIZIONI PEGGIORI SONO PER I PRECARI DEL MEZZOGIORNO

March 2nd, 2010

Come sta cambiando il tessuto occupazionale nel nostro Paese? Come si articola nel territorio questo profondo mutamento? Come si
sta modificando la quantità e la qualità del lavoro?
E’ possibile misurare il “disagio occupazionale” esclusivamente con i dati ufficiali sul lavoro?
Per rispondere a queste domande, su un tema sempre più centrale per il nostro Paese, la UIL ha scelto la strada dell’analisi e da essa
trarne riflessioni e proposte.
Il 2009 è stato l’anno di una crisi che ha colpito in maniera generale il nostro sistema: economico, produttivo, sociale e politico.  Confrontare,
quindi, questo anno con il 2008, un anno i cui effetti della crisi sono ancora deboli, è fondamentale.
Si sono persi in Italia 348.000 posti di lavoro (meno 1,5% rispetto al 2008) frenando una crescita dell’occupazione in costante aumento negli
ultimi 10 anni; l’occupazione dipendente diminuisce dell’1,1% (meno 177 Mila unità);  oltre 1,9 Milioni sono le persone in cerca di un lavoro con
un aumento del 14,5% rispetto all’anno precedente; diminuisce dell’1% il tasso di occupazione attestandosi al 57,7%, mentre aumenta dell’1% il
tasso di disoccupazione (7,8%), tornando entrambi ai valori del 2005. Continua »

ANCORA MENO POSTI DI LAVORO E I GIOVANI PRECARI SONO I PRIMI A PAGARE

March 1st, 2010

Continua senza sosta l’emorragia dei posti di lavoro prodotta dalla crisi economica. Il tasso di disoccupazione continua a salire e a gennaio si posiziona all’8,6% mentre era all’8,5% a dicembre dello scorso anno. La nuova stima la fornisce oggi l’ISTAT – con le stime provvisorie, relative a gennaio 2010, ‘Occupati e disoccupati’ – nel sottolineare come il dato del mese scorso sia il peggiore da gennaio 2004, ovvero l’inizio delle serie storiche. Rispetto ad un anno fa i posti di lavoro persi sono pari a 307mila (-1,3%) mentre l’occupazione rispetto al mese precedente è rimasta sostanzialmente invariata. Inoltre, sempre alla luce dei dati forniti dall’istituto di statistica, il numero delle persone in cerca di occupazione a gennaio risulta pari a 2.144.000 in cresicta dello 0,2% (+5mila) rispetto al mese precedente e del 18,5% (+334mila) rispetto a gennaio 3009: L’ISTAT sottolinea che si tratta dell’ottavo incremento su base mensile consecutivo.

Dati pesanti e che delineano purtroppo prospettive fosche per il 2010. Per il segretario confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, infatti, questo sarà un anno “difficilissimo per l’occupazione” e per invertire questa tendenza chiede “atti concreti e non ottimismo di facciata”. Il dirigente sindacale, con delega al mercato del lavoro, rileva come “a un anno di distanza dai primi gravi effetti della crisi il dato dell’occupazione continua a peggiorare. E’ questa non solo la conferma della pervasività della crisi in tutti i settori produttivi ma di come il perdurare di questa situazione fa peggiorare addirittura i problemi storici dell’occupazione italiana”.

Secondo Fammoni “se si vuol dire la verità non solo da gennaio dello scorso anno, periodo non neutro ma già gravato dagli Continua »