TRASFORMAZIONE CO.CO.CO E CO.PRO IN LAVORO SUBORDINATO
April 23rd, 2007 | by Redazione Bloglavoro |
Con riferimento alla circolare INPS, Stabilizzazione dei rapporti di collaborazione cir. 17.4.2007, n. 78.
Per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa ancora esistenti, anche se oggetto di provvedimenti ispettivi non definitivi (ovvero se sono già intervenuti gli organi competenti anche decretando non ammissibile questa formula contrattuale per il lavoro svolto), i committenti possono procedere alla trasformazione dei rapporti in rapporti di lavoro subordinato.
L’iter è il seguente:
1) stipulazione di un accordo aziendale o territoriale entro il 30 aprile 2007;
2) sottoscrizione di atti di conciliazione individuale in base alle regole del codice di procedura civile con riferimento ai diritti di natura retributiva, contributiva e risarcitoria per il periodo pregresso;
3) versamento alla Gestione separata, di un contributo straordinario integrativo, tramite il modello F24, pari alla metà della quota di contribuzione a carico del committente per il periodo di vigenza del contratto di collaborazione di ciascun lavoratore interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro.
I nuovi contratti di lavoro subordinato, devono prevedere una durata del rapporto di lavoro non inferiore a ventiquattro mesi.
Indubbiamente la clausola di non inferiore ai 24 mesi rappresenta un grande vantaggio per chi passa dall’irregolarità di un contratto atipico a un contratto subordinato . Purtroppo nella fretta e nella gioia di questo passaggio, soprattutto per chi lo attende da anni, possono essere nascoste varie insidie. Il consiglio è sempre quello di valutare molto attentamente il contratto che vi viene proposto, soprattutto se prevede lo stesso compenso lordo. Nel caso del contratto subordinato la tassazione sarà infatti maggiore e passerete da un 20% del cococo/cocopro a un (circa) 33% del contratto subordinato. E’ lecito quindi chiedere che in questo passaggio sia previsto anche un aumento del salario lordo.



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4 Responses a “TRASFORMAZIONE CO.CO.CO E CO.PRO IN LAVORO SUBORDINATO”
Scritto da lavoratore_atipico il 24 Apr , 2007 | Rispondi
Tutto corretto ma in questo momento la tendenza è di lasciare a casa piuttosto che assumere… Anche call center grandi come quello di Wind che erano già stati regolarizzati, vengono ceduti a società esterne, srl, che possono licenziare / fallire /ridimensionare in ogni momento… La situazione non è bella.
Scritto da piccolafatina il 24 Apr , 2007 | Rispondi
Io lavoro in un call center da tre anni sempre con contratti co.co.co. e due progetti. Adesso tra una settimana scade l’ultimo e le voci dicono che non ci rinnovano niente per la nuova legge e i controlli che stanno facendo ecc. Insomma alla fine siamo sempre e solo noi a rimetterci, sempre ad aspettare fino all’ultimo giorno per sapere se ci riprendono o no…. io di assunti non ne conosco. vedo solo della gente come me che da anni lavora in co.co.co, non si può spostare da casa dei genitori e tutte le conseguenze che conosciamo già. ci siamo stancati persino di parlanrne!!!! Scusate lo sfogo!!!!
Scritto da insideoutmarcello il 6 Oct , 2008 | Rispondi
Ragazzi io sono shokato da come in questi ultimi giorni ci siamo accorti (io e i miei colleghi) quanto sia triste essere collaboratori ed essere trattati come dipendenti in un call center 36 ore a settimana sperando di fare contratti utili per avere 500 euro lorde al mese… ricevere minacce essere soppressi psicologicamente pur di spingere e fare contratti, ormai la gnte è stufa di tutti i gestori telefonici e ti ci mandano logicamente perchè vengono continuamente tartassati da chiamate tipo “Buongiorno sono marcello del servizio clienti fastweb tiscali wind teledue e quant’altro…” Ora siamo tutti con il c*lo stretto perchè non sai mai se a fine mese ti confermano e vivere così ti stressa in tutto e ti fa sentire tutto che umano lavoratore che nonostante lauree o diplomi e corsi vari viene trattato come macchine, per l’azienda siamo solo numeri…
Scusate per lo sfogo. Non ne parlo a casa per la vergogna. Spero che in futuro i nostri figli non dovranno fare la stessa fine e vergognarsi così tanto.
Marcello dalla Sardegna
Scritto da Redazione Bloglavoro il 6 Oct , 2008 | Rispondi
@insideoutmarcello: ciao Marcello, ti capiamo benissimo. Molti di noi sono passati da lavori di call center, qualcuno ci ricapita ancora quando proprio il portafoglio piange… ma sicuramente è sempre più dura. Quello che scrivi è amaro e molto vero. Uno degli scopi con cui è stato aperto bloglavoro è quello di condividere informazioni tra lavoratori, a diversi livelli, offrendo l’esperienza di professionisti che non si sono dimenticati di quando passavano quattro ore al giorno con “Buongiorno signora, vuole provare i nostri servizi eccezionali?”
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Ti va di raccontarci la tua storia? Non serve andare nei dettagli che ti farebbero individuare, ma l’esperienza è importante se vogliamo cambiare le cose, soprattutto per noi e per chi verrà dopo, figli compresi. Dopo un paio di anni di questo blog, c’è qualcuno che digita il nome di un contratto e capitando qui capisce perché non gli conviene accettarlo. Altri che trovano colleghi che cercano di cambiare le cose o semplicemente di non affondare. Se ti va, lo scopo è questo