LA CASALINGA PRECARIA E IL CALL CENTER
June 20th, 2007 | by Redazione Bloglavoro |Benvenuto! Puoi ricevere tutti i giorni le notizie, le offerte di lavoro e i bandi di concorso da BlogLavoro anche via RSS feed. Grazie per la visita!

Scrive troppo poco, è questo il suo difetto. Vorrei sedermi ogni mattina con il caffè in una mano, il click dei feed per l’altra e veder lampeggiare CP. Invece si deve destreggiare tra dieci lavori per tirarne fuori uno par-time e vabbé… Aspetterò il giorno che qualche residuo di cervello editoriale si faccia venire l’idea di pubblicare Casalinga Precaria, così per portarmi a casa qualcosa di sensato dalla libreria e vivere una di quelle rare occasioni in cui segno e significante si incontrano sulla stessa pagina. ll pezzo sotto è pubblicato per soave concessione della Casalinga stessa e vi stamperà un bel sorriso amaro sulle vostre facce da giovedì, cari i miei precari. D’altra parte, per il call center ci siamo passati un po’ tutti…
***
Ciò che chiamiamo call center, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso tanfo dolce
ho imparato che per sopravvivere è consigliato onorare,con un certo margine preventivo, il proprio pedigree sociale in caso di attacco alle spalle.
così, da un po’ di tempo, ho smesso di sbraitare il mio atto di dolore contro il mondo e il precariato e quella stronza della prof che non metteva a nessuno un voto più alto del sette se non alla mia (ex) compagna di scuola secchiona. (perché lei è la più brava di tutti, anche quando sbaglia. e va premiata. cosa che non mi ha mai convinto abbastanza da darmi pace, nonostante gli anni.)
dunque, è da un po’ che non mi lamento in situazioni pubbliche (a parte quelle virtuali) per il mio a-status a-sociale. anche perché mi hanno detto che le cose brutte sono come le cose vere: non si dicono. e allora, io quando esco dico solo cose belle e tante tantissime bugie. tipo che quando mi chiedono cosa faccio, dico che non mi va di fare un emerito nulla nella vita e che sto aspettando che qualcuno mi si pigli, e che magari abbia uno spirito imprenditoriale talmente avanzato da assumermi nella sua azienda pubblica, nella sua impresa privata, nel suo ufficio, in casa sua.
se invece incontro un maschietto, prima gli chiedo cosa fa e poi gli dico che io faccio esattamente la stessa cosa, ma ad un livello superiore. che potrei essere il suo capo, che sono bravissima e che in questo momento me lo dico da sola perché non ho qui la clack, ma mi sto attrezzando per portarmi la mia personale coorte appresso, che mi applauda e mi gratifichi ad ogni battito di ciglia.
cavalco quest’onda anomala del conformismo immateriale, e gli schiaffi morali che il suo rinfrangersi produce su di me non mi danno poi molto fastidio. ad esempio, invece che le pecorelle la notte conto le parole che non potrò dire e mi addormento lo stesso. poi ho sviluppato moltissimo le mie abilità psicomotorie,adesso che a ridere fuoriluogo sono solo le mie sopracciglia.
ma l’altra sera ero a cena con una mia cara amica e una cara amica della mia cara amica. il primo argomento di cui si parlava è stato naturalmente il lavoro. ho allertato subito il mio nuovo selfcontrol, ho resettato l’amigdala e ascoltato in silenzio il commovente comizio della cara amica della mia cara amica.
non è un caso che siamo qui a cena stasera. devo festeggiare la mia semiassunzione a tempo semindeterminato. dopo sei mesi di stage, sono stata semiassunta per un part time in questa prestigiosa multinazionale di madre americana e di padre italiano. è la svolta, ragazze. (deglutisce) credo proprio di avercela fatta. mi pagano 800 euro per 24 ore settimanali e sono libera di scegliere se lavorare otto ore al giorno per due giorni a settimana oppure 4 ore al giorno per tutta la settimana. è un lavoro di grande responsabilità, in cui la multinazionale ha investito tanto. mi occupo di custumer care che, grazie alla mia laurea, è in-bound. l’out-bound è solo per i diplomati, i laureandi o gli ex cassaintegrati.
le chiedo, cosa sia in parole povere e italiane questo lavoro. davvero, non lo avevo capito. colpa dei miei neuroni azzerati o della fame. non lo so.
il livore del suo silenzio mi giudica in modo inequivocabile. ancora una volta sono uscita dal seminato socialdemocratico. la tosse posticcia della mia cara amica è in ritardo, colpa mia che ultimamente sono stata brava bravissima a capire tutto al volo senza capire un tubo.
la cara amica della mia cara amica prende un morso del souvlaki (interno, sera, ristorante greco. ho dimenticato di scriverlo prima) e dopo averlo lentamente coccolato tra denti e saliva, mi risponde.
significa assistere per telefono i clienti della multinazionale quando hanno bisogno di aiuto. invece nell’out-bound sei tu che cerchi clienti per la multinazionale.
lavori in un callcenter. hanno infighettato il pachiderma e te lo hanno venduto come bozzolo da cui sta per nascere una farfalla bellissima.
ebbene sì. ho rotto il patto sovrano, sono tornata la campana che suona il rock durante la messa. l’amica della mia amica ha continuato per tutta la sera a dire che non lavora al call center, che fa la project manager addetta al custumer care in-bound di una prestiogiosa multinazionale.
semplicemente sono abituata a chiamare le cose con il loro nome e che tanto se non lo faccio io, prima o poi lo farà qualcun altro. le ho detto questo. (e anche che non mi interessa niente di come lo chiama lei, ma è un call center se non di nome, di fatto)
lei era già partita con la manfrina che riderà bene chi riderà sulla poltrona dirigenziale della succursale di questa azienda. posto che le hanno garantito di ottenere se solo saprà usare la sua laurea e il suo master per convincere i clienti che non esiste guasto che non possa essere riparato.
compreso quel guasto mentale che è la verità. una forma di epatite che se ti infetta, ti può portare a qualcosa di molto simile alla fine, e cioè un logorroico silenzio.
Riprodotto su soave autorizzazione dell’Autrice, rintracciabile dalle parti del blog della Casalinga Precaria


14 Responses a “LA CASALINGA PRECARIA E IL CALL CENTER”
Scritto da casalinga precaria il 20 Jun , 2007 | Rispondi
grazie. l’introduzione poi, bellissima,vorrei svegliarmi ogni mattina e sorseggiare il caffè e leggere un buongiorno così. grazie!
Scritto da undulant il 20 Jun , 2007 | Rispondi
ho l’onore di leggere da qualche mese le storie della CP… questo è un omaggio che merita assolutamente!
Anche io ogni volta aspetto con ansia un nuovo post, e invidio un po’ chi adesso con occhi vergini potrà abbuffarsi delle sue storie…
Scritto da casalinga precaria il 20 Jun , 2007 | Rispondi
ecco, ho aggiornato anche il mio blog indirizzandoli qui.
grazie ancora.
(undy, bella l’immagine degli occhi vergini. e anche sentirsi un pà deflagratrice di sguardi..grazie anche a te!)
Scritto da gattarandagia il 20 Jun , 2007 | Rispondi
vero … scrive troppo poco … del resto qualche difetto ce lo deve pur avere!
Scritto da paolo ferrucci il 20 Jun , 2007 | Rispondi
La casalinga precaria è divina, è da mo che lo dico.
E io la amo.
Scritto da maria strofa il 20 Jun , 2007 | Rispondi
casalinga precaria for blogPresident!
Scritto da anneheche il 21 Jun , 2007 | Rispondi
Io l’adoro!!!
Scritto da casalinga precaria il 21 Jun , 2007 | Rispondi
grazie a tutti!!!!
Scritto da Erbaviola il 21 Jun , 2007 | Rispondi
Bravissima, una penna tagliente (o una tastiera abrasiva?). Grazie per la segnalazione
Scritto da triana il 23 Jun , 2007 | Rispondi
Sta cercando di rifilarci da mesi degli orridi nerds con una forsennata campagna di adozioni. Nonostante questo è adorabile e bene fate a celebrarla!
Scritto da caffeina66 il 24 Jun , 2007 | Rispondi
Sono la prima fan di C.P. (per sua gentile concessione), la seguo su splinder da sempre e non perdo mai i suoi post. E’ una ragazza speciale con una lucidità fuori dal normale.
Diventerà un caso editoriale….non può che essere così e di precario le resterà ben poco.
E sarà lei a sostenerci…..
Scritto da Macracanta il 3 Jul , 2007 | Rispondi
Come si suol dire “pane al pane e vino al vino” …. Purtroppo (come tanti) anche io ho avuto un’esperienza traumatica in un call center molto ben camuffato …. non ci credi? leggi qui e strabilia.
http://www.vogliadiscrivere.com/bbforum/viewtopic.php?t=181
Quasi dimenticavo …. ti ho linkato, il tuo blog è decisamente troppo divertente!
Macracanta
Scritto da Fede il 4 Jul , 2007 | Rispondi
E’ meglio se questo post lo metti direttamente sul blog dell’interessata, grazie. Il sito su cui hai scritto si chiama bloglavoro.com e anche se non censuriamo mai nessuno, non possiamo però fare a meno di scrivere a nostra volta un paio di cose per correttezza:
1) hai visto un call center DA FUORI, non ci hai lavorato e vogliamo pensare che sia questo che ti faccia insultare gratuitamente delle persone che stanno solo lavorando.
2) abbiamo letto il tuo ‘racconto’ e deduciamo quindi che tu sia un figo incredibile, che anche la tua fidanzata sia una modella e sia per questo che non riesci proprio a metabolizzare la vista di tanta bruttura.
3) le ragazze che hai visto lavorare in un call center erotico, per nulla camuffato visto che è pubblicizzato e tu ne dai addirittura l’indirizzo (e se io fossi la proprietaria ti farei una querela, vedi oltre perché) sono persone che hanno bisogno di lavorare e che con ogni probabilità nella vita hanno studiato per fare altro o magari, semplicemente, avrebbero preferito fare la commessa, l’impiegata, l’operaia ma hanno trovato solo questo lavoro.
4) Il fatto che ti permetta di insultarle ripetutamente per la loro forma fisica e le loro scarpe consumate, sottolinea solo il tuo scarso tatto e non fa neanche ridere. Una persona ha dignità e sensibilità anche se è obesa o magra come un chiodo, anche se è così povera da avere solo delle scarpe consumate.
5) per call center particolari come questo è prassi normale dire un altro indirizzo, proprio per tutelare le ragazze che altrimenti sotto l’ufficio potrebbero trovare qualcuno che le molesta. Quindi bravo, proprio una bella mossa quella di aver scritto bello chiaro l’indirizzo e cosa fanno, via manzoni non è poi così lunga e non è difficile scoprire quale pornostar abbia gli uffici lì.
6) Proprio per chiarezza, il tuo racconto l’hanno letto tra noi 4 donne e 5 uomini. A nessuno ha fatto ridere ma ha anzi provocato molta tristezza il leggere così tanti insulti e mancanza di tatto verso persone sovrappeso o basse di statura che per bisogno fanno questo lavoro.
Senza nessuna stima.
Federico
Scritto da Elena il 15 Aug , 2008 | Rispondi
In ritardo, complimenti per il bel post anti call center.
Io ho una mia dignità e mi rifiuto di lavorarci, ma sentire tanta gente che si riempie la bocca per poi fare un lavoro così del cavolo mi fa ridere per non piangere….
Brava!