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ITALIA AGLI ULTIMI POSTI PER LE PARI OPPORTUNITA’

November 14th, 2007 | by Redazione Bloglavoro |

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Il nostro paese all’84esimo posto su 128 nazioni secondo il Global Gender Gap Report del World Economic Forum. Le italiane sono svantaggiate soprattutto nella partecipazione all’attività economica. Bassa la presenza anche nelle istituzioni politiche. Deludenti risultati anche nei parametri legati alla salute. Salvate solo dal livello di istruzione.

Il tempo passa ma la distanza non si colma. Anzi, se possibile in Italia sembra aprirsi sempre di più. Soprattutto quando si tratta di stipendi, livelli di partecipazione e accesso a professioni altamente qualificate. Ma le cose vanno male anche quando si va a vedere quante donne ricoprono un ruolo all’interno delle istituzioni politiche e se si guarda ai parametri relativi alla salute e alla sopravvivenza. Secondo il Global Gender Gap Report 2007, presentato oggi dal World Economic Forum, l’Italia figura infatti all’84esimo posto su 128 paesi presi in considerazione quest’anno.

Il rapporto, giunto alla sua terza edizione, analizza il gap in termini di opportunità che separa i due sessi e mira a premiare quei paesi dove esiste una maggiore parità e dove le risorse sono equamente distribuite. L’indice, in particolare, si sofferma sulle disuguaglianze in quattro aree cruciali: partecipazione economica al lavoro, istruzione, salute e presenza all’interno delle istituzioni politiche. Ai primi quattro posti ci sono Svezia, Norvegia, Finlandia e Islanda ma si trovano in alto anche la Germania (sesto posto), la Spagna (decimo posto) e il Regno Unito (undicesimo posto).

Il fenomeno delle disparità purtroppo coinvolge ogni area del pianeta, ad ogni modo, nell’ultimo anno, i primi venti paesi hanno ridotto il gap e quelle che lo hanno fatto più di tutte sono la Lituania e la Lettonia. Tra le altre nazioni dove è stato riscontrato un significativo miglioramento, c’è sicuramente la Francia che ha guadagnato la 51esima posizione (era 70esima nel 2006) grazie in particolare ai progressi delle donne nella partecipazione alle attività economiche.

Quest’anno il World Economic Forum ha ampliato l’analisi a 128 paesi coinvolgendo anche nazioni come Belize, Armenia, Cuba, Mozambico e Vietnam. Il gap complessivo per i 115 paesi che erano stati presi in esame anche l’anno scorso, è diminuito, pure se di molto poco. L’evoluzione positiva si è registrata nell’ambito della formazione, del lavoro e della politica ma le condizioni sono invece peggiorate per quanto attiene ai parametri legati alla salute.

Lo scorso anno l’Italia era alla 77esima posizione su 115 paesi. L’area in cui nel nostro paese le disparità sono più acute è quella della partecipazione economica dove l’Italia chiude al 101esimo posto superata anche da Honduras, Paraguay, Malesia e Zambia. Il rapporto del World Economic Forum individua una correlazione tra la competitività di un paese e il punteggio relativo al gap. “Paesi che non capitalizzano a pieno una metà del proprio capitale umano – ha dichiarato Laura Tyson, docente di Business Administration and Economics all’Università di Berkeley in California – corrono il rischio di minare il loro potenziale competitivo”.

Tutt’altro che confortevoli i risultati anche in ambito politico dove il nostro paese si ferma alla posizione numero 80. Nel dettaglio all’interno di questo indice si scopre che il nostro paese è all’88esimo posto per numero di donne ministro e al 56esimo se si guarda ai seggi coperti in Parlamento. Ovviamente è pari a zero il numero di anni trascorsi con un capo di stato donna. In quest’area a primeggiare sono sempre i paesi del Nord Europa ma si classificano bene, in Europa, anche la Spagna e la Germania.

Molto bassa la posizione occupata dall’Italia (82esimo posto) anche nella speciale classifica relativa ai parametri della salute. Il nostro paese mostra una minore disparità solo nell’ambito della formazione dove si attesta al 32esimo posto. In dettaglio, l’Italia guadagna la prima posizione se si guarda al tasso di partecipazione alla scuola secondaria e terziaria mentre scivoliamo al 34esimo posto se si considera il parametro della presenza di docenti nell’educazione terziaria e al 66esimo per la percentuale di insegnanti della scuola secondaria e al 96 esimo per la scuola elementare o primaria. Tra i paesi che più coltivano l’educazione femminile, l’Australia che è al primo posto, seguita dal Belgio e dal Belize.

Fonte: Corriere

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  1. One Response a “ITALIA AGLI ULTIMI POSTI PER LE PARI OPPORTUNITA’”

  2. Scritto da giulia87 il 12 Jan , 2008 | Rispondi

    secondo me la questione e ke abbiamo uno stato troppo cattolico, la presenza del vaticano in “casa”, fa si ke avvengono dei ritardi nell’evoluzione del paese e l’itlaia non ha proprio voglia di cambiare le tradizioni. I mestieri delle dnne sn rimasti gli stess di 50 ann ifa quelli considerati “tipicamente femminili” c’è qualche donnein + in lavori prettamente maschili ma sono assai rarissimi….sembra una coincidenza, ma i paesi che hanno ragignto una parità quasi completa sono quelli di religione protestante..La chiesa cattolica non ha mai avuto un buon concetto di donna, cioè l’ha sempre considerata una sforna bambini, un oggetto (si vede anche sui media)e adirittura pensato dalle donne stesse e nn solo dagli uomini…, e si vede dagli atttacchi della chiesa pochi giorni fa in materia di aborti dopo + di 30 anni….adirittura dopo uno stupro….
    comunque l’italia non è solo molto indietro x quanto riguarda la parità, ma anche x altri temi, come il tema dell’omosessualità, siamo tra gl ultimi posti d’europa e del mondo occidentale ke riconosce loro i diritti, la contraccezzione (dalle statistiche delle coppie che usano e conoscono i contracettivi), dai giovani informati nell’educazione sessuale, dalla civiltà del paese (le notizie sui rifiuti, la disparità tra nord e sud, la mafia, la criminalità non controllata)…..questo è un paese bloccato che ha poca volgia di modernizzarsi, la cosa ke + mi farà ridere e ke tra 20-50 anni penso ke saremo superati da quelli di matrice islamica, come or aci siamo fatti superare da paesi molto maschilisti….dimmi se queste tatistiche ke ho elencato se coincidono cn la presenza del vaticano…

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