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INFORMATORI MEDICI: VA SEMPRE PEGGIO

January 12th, 2008 | by Redazione Bloglavoro |

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Dopo i tagli di Roche e Astrazeneca del dicembre 2007, con il caso Marvecs rischia ora di passare una sentenza con cui gli informatori vengono equiparati a venditori, diventando così “venditori del farmaco”. Vi proponiamo di seguito l’articolo apparso su Il Giorno, uno dei pochi che hanno parlato di questo caso che prospetta un orizzonte piuttosto cupo per chi già svolge la professione di informatore medico.
Da:  Il Giorno, 09/01/2008  ed. BRIANZA MONZA,  p. III :

MARVECS ha annunciato informalmente 200 esuberi, e la partita degli informatori scientifici si conferma la tegola del 2008 anche in Brianza. L’azienda comunicherà il ridimensionamento entro venerdì ad Assolombarda. «Se l’annuncio sarà confermato, possiamo parlare di licenziamenti mascherati ad opera delle farmaceutiche - commenta Bruno Casati, assessore al Lavoro di Palazzo Iisimbardi - siamo al controsenso, si cede un ramo di azienda perché non si regge il mercato e poi i lavoratori finiscono comunque in mezzo alla strada».

IL TAGLIO dei divulgatori, 10mila da licenziare nel prossimo biennio, ha già avuto pesanti avvisaglie sul territorio. A dicembre, la monzese Roche fra esternalizzazioni e ricollocazioni ne ha «smaltiti» 217, mentre la caponaghese Astrazeneca ne ha cancellati 330 (50 a Basiglio). Il caso è stato sollevato da un brianzolo verace, Gianpaolo Verderio, ex sindaco di Burago Molgora, in lotta da anni a colpi di carte bollate con Marvecs. Insieme ai colleghi ha chiesto e ottenuto un’audizione alla Commissione Lavoro della Provincia.

Gli informatori sollevano dubbi sulla liceità dell’operazione di passaggio da Pfizer, di cui erano dipendenti in prima battuta, a Marvecs, attraverso l’applicazione della legge Biagi. Ma ieri mattina la Corte di Appello di Milano, chiamata a pronunciasi sulla questione, ha detto che va tutto bene.«Siamo esterrefatti - commenta Verderio - come lavoratori non ci sentiamo tutelati dal sistema». In Lombardia i licenziamenti dei divulgatori saranno 5mila, nell’hinterland e in Brianza la metà. Il 46 per cento delle 177 farmaceutiche italiane è concentrato proprio in Provincia di Milano. «Con questa sentenza gli informatori diventano venditori del farmaco, addetti alla rete commerciale, con tutti i guai che ne conseguono», aggiunge Verderio. Il calvario del buraghese è cominciato con il passaggio da Pharmacia a Pfizer e poi a Marvecs, la società nata al Colleoni di Agrate che ha ricapitalizzato (da 12mila 500 euro a 2 milioni e mezzo) subito dopo l’incontro con la Provincia, a fine novembre, in cui è stata richiamata alle sue responsabilità.

«IL CASO è delicatissimo - spiega Piero Maestri, presidente della Commissione Lavoro milanese - sugli informatori ci siamo impegnati a chiedere l’intervento del Ministero per lo Sviluppo economico e del Ministero della Salute. L’impatto sociale di questa ristrutturazione è pesante, e rischia di arrecare danno al Sistema Sanitario nazionale e alla salute dei pazienti». Dopo la sconfitta in appello, i divulgatori di Marvecs (licenziati, ma mai reintegrati al lavoro come aveva ordinato il giudice di Milano nell’aprile scorso) ricorreranno in Cassazione, chiedendo alla corte di pronunciarsi ancora sull’applicazione della Biagi.

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  1. 3 Responses a “INFORMATORI MEDICI: VA SEMPRE PEGGIO”

  2. Scritto da Anna il 14 Jan , 2008 | Rispondi

    Evviva, qualcuno se ne accorge in che profonda crisi è il settore (almeno per i lavoratori, intendo)!
    Anna

  3. Scritto da Redazione Bloglavoro il 14 Jan , 2008 | Rispondi

    Ciao Anna, degli informatori e lavoratori del farmaceutico in genere ce ne occupiamo abbastanza spesso, ultimamente sono tra le categorie più vessate in termini di condizioni di lavoro e mobilità (alias licenziamenti a raffica). Quello che ci spieghiamo poco è come mai se ne parli pochissimo sulla stampa, quasi nulla- Gli stessi licenziamenti in un’azienda metalmeccanica otterrebbero le prime pagine dei quotidiani nazionali.

  4. Scritto da Anna il 15 Jan , 2008 | Rispondi

    La crisi del settore si poteva già prevedere da diversi anni. Mi spiego meglio. In questo periodo storico quasi tutti i brevetti delle molecole farmaceutiche sono in scadenza; questo significa che i farmaci diventano genericati e ovviamente (e giustamente, aggiungo io) i prezzi del farmaco scendono.
    Il problema di fondo, e questo lo sottolineo in tutti i colori possibili, è che la la nostra società “non accetta” mentalmente che l’azienda farmaceutica possa essere una società profit.
    Il denaro poco lega con la salute.
    Tutto questo per dire che forse, nell’immaginario comune e quindi anche nella stampa, si pensa che tutto ciò ben gli sta agli industriali farmaceutici…dimenticandosi che, proprio grazie ai farmaci, si vive più a lungo e anche meglio!!
    La stampa poi, dà sempre più risalto agli scandali e noi informatori del farmaco siamo sempre descritti come gli “untori” del mercato sporco.
    Per intenderci, rappresentiamo l’anello più debole delle aziende, quindi siamo un facile capro espiatorio!!
    Da parte delle aziende “noi” siamo i corruttori e loro sono gli “angioletti”. Che dire, si saranno forse dimenticati che siamo alle loro dipendenze?
    Per concludere, penso anche che i nostri sindacati non hanno le palle dei sindacalisti dei metalmeccanici e il cerchio è chiuso!
    Anna

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