I LAVORATORI PIU’ RICERCATI: DOVE C’è LAVORO IN ITALIA?

Da un report di Repubblica di qualche giorno fa, viene fuori un quadro interessante sui mestieri più richiesti e in cui c’è più carenza di lavoratori in Italia. Per chi tentenna nella scelta della professione o per chi è alla ricerca ma senza grandi risultati, questo è un dossier molto interessante per capire in che direzione andare.

Hanno un sapore antico le figure che le imprese fanno più difficoltà a trovare. Si tratta di carpentieri, elettricisti, idraulici, venditori e meccanici. E anche cuochi e segretarie. Secondo l’indagine globale realizzata da Manpower capita al 31 per cento delle imprese nel mondo di dover faticare parecchio per riuscire a trovare candidati che siano adatti al profilo che stanno cercando. L’anno scorso erano di più e arrivavano ad essere il 40 per cento del campione complessivo. La ricerca è stata realizzata a gennaio di quest’anno e ha coinvolto più di 43 mila imprese in 23 diverse nazioni del pianeta.

Romania, Giappone, Hong Kong, Singapore e Australia sono le nazioni in testa alla speciale classifica dove le imprese fanno più fatica ad assumere le persone. Elevati valori anche nel Regno Unito, India, Irlanda e Cina.

Tra le figure più difficili da reperire nel mondo c’è la manodopera specializzata – sorpattutto carpentieri, muratori, idraulici ed elettricisti -, i rappresentanti di vendita e i tecnici. Elevate posizioni anche per manager e dirigenti, ma soprattutto in Cina. Tra le figure dell’infomation technology ci sono i programmatori e gli sviluppatori.

Anche in Italia i talenti introvabili per le imprese sono quelli legati all’area della manodopera specializzata, gli addetti alla produzione e i tecnici (vedi tabella). Complicato per le imprese è anche trovare anche gli addetti alle vendite e personale commerciale, gli amministrativi e le segretarie così come gli autisti e i cuochi.

E ecco di seguito la classifica dei lavoratori più ricercati in Italia:

1.     Manodopera specializzata
2.     Addetti produzione
3.     Tecnici
4.     Addetti alle vendite e personale commerciale
5.     Addetti servizi amministrativi e di segreteria
6.     Ingegneri
7.     Autisti
8.     Programmatori e sviluppatori
9.     Meccanici
10.     Cuochi e chef

6 Commenti su I LAVORATORI PIU’ RICERCATI: DOVE C’è LAVORO IN ITALIA?

  1. In Italia non è vero che manca la manodopera specializzata!!! Ma chi è incaricato di selezionare questo personale NON RICONOSCE la figura giusta perchè molto spesso valuta solo la simpatia, le chiacchiere e “le amicizie” senza attenersi alle capacità effettive o meglio alle esperienze di chi cerca lavoro.

  2. Sono daccordissimo; per le assunzioni oggi ancora piu’ di ieri servono unicamente le raccomandazioni o quando va di lusso si viene assunti se si costa poco all’azienda che ti assume a tutto discapito della professionalità e della capacità.
    Ad esempio il sottoscritto, che puo’ dimostrare di avere grande professionalità ottima presenza ed esperienza pluridecennale maturata a 360 gradi non riesce a trovare una collocazione migliorativa nell’ambito bancario pur chiedendo in sostanza non grossi aumenti restributivi ma nuovi stimoli; mia moglie ottima venditrice e persona di buon carattere con con esperienza pluriennale nel settore del commercio (articoli casalinghi) non riesce a trovare sistemazione alternativa all’attuale che è precaria. Sono le aziende in generale che vogliono pagare poco il personale a discapito della qualità ed assumono gli amici degli amici.

  3. E’ anche vero però che soprattutto in Italia nell’ultimo periodo si sono fatte leggi che privilegiano le aziende quando applicano contratti precari mentre in tutto il resto d’Europa le aziende che tengono questa condotta vengono sanzionate. Alla fine i precari votano come tutti gli altri e visti i risultati si può solo dire che alla maggioranza sta bene di continuare ad essere presi in giro. D’altra parte, quando eleggi un imprenditore con interessi ovunque, non puoi aspettarti altro che faccia leggi per favorire la manodopera a basso costo nelle sue aziende o in quelle dei suoi amichetti di Confindustria…
    Danilo, i casi sono due: o ringrazi te stesso per averli votati, oppure puoi ringraziare la maggioranza degli italiani.

  4. Che non voto sono anni dopo aver constatato lo scempio a carico dei cittadini piu’ deboli grazie alla politica dei vari governi ora dell’una ora dell’altra “sponda”.
    Purtroppo la sete smisurata di ricchezza ad ogni costo perpetrata a cominciare dai livelli piu’ alti con gli esempi che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi in ogni ambito lascia ben poche speranze per il futuro e per i giovani nostri figli.
    Nemmeno cio’ che è successo negli Usa che ha velocizzato o prodotto il processo di recessione in atto ha mutato, almeno in Italia, atteggiamenti e modi di procedere, In poche parole: continua tutto esattamente sulla falsariga di prima in un contesto dove ognuno per scelta o per imposizione frega il prossimo pena ripercussioni materiali o esclusioni mortificanti. Questa è la triste realtà immutata.

  5. E non votare che soluzione è, scusa? Un conto è se ci fosse un’astensione organizzata per dimostrare il dissenso verso tutte le parti politiche. Ma “il gioco non mi piace, quindi non ci gioco” ha senso solo all’asilo, perdonami :) Soprattutto avendo dei figli, bisognerebbe sentire l’urgenza di lottare per migliorare, non di accontentarsi e stare a guardare, altrimenti sarà sempre peggio.
    Il voto esprime un dissenso maggiore che l’astensione, che esprime al massimo menefreghismo se non è di largo impatto e organizzata. Il messaggio che fai arrivare è “fate come vi pare, io continuo a pagare e va tutto bene così”, non è certo che ti sei stufato ;)

  6. Non sono daccordo, se nessuno andasse a votare come minimo sarebbero invalidate le elezioni per mancanza di numero legale. Chiunque vada al governo il risultato è il medesimo piu’ o meno, inutile credere che qualcosa cambi ed andare a votare entusiasmati. Non esistono soluzioni se non UN IMPOSSIBILE formrsi di coesione tra le persone e solidarietà tra di noi il chè è un’utopia visto che ognuno continua a remare secondo i propri interessi perdonali dall’ultimo di questo mondo fino in cima. Purtroppo qualcuno a cui fanno credere ancora oggi che la destra sia meglio della sinistra o viceversa c’è ancora e si illude che qualcosa cambi e va a votare con i risultati che vediamo da decenni. C’è gente che è rimasta ancora al concetto del comunista o del fascista e non si rende conto che chiunque comanda lo fa in primis per proteggere i propri interessi, quelli della casta che lo ha aiutato ma non certo per il cittadino da cui è stato effettivamente eletto dando molto fumo negli occhi.. Caro amico beato che ti illudi, per me, non c’è niente da fare credimi. Le persone serie, che non si fanno “comprare”, integre moralmente fanno poca strada o comunque sono in numero largamente basso..

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