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SI TROVA LAVORO CON LA LAUREA BREVE?

May 23rd, 2008 | by Redazione Bloglavoro |

Lauree brevi e molto inutili” è il titolo di un articolo apparso su L’Espresso il 21 maggio, a firma di Roberta Carlini. Nell’articolo si evidenzia come solo in rari casi si ottenga un lavoro con una laurea triennale, motivo per il quale molti arrivano in seguito alla laurea magistrale e magari anche a un master.
I dati dicono infatti che l’82,9% prosegue dopo la laurea breve, conseguendo la specialistica.

Ma a cosa serve allora, materialmente, la laurea breve?

Benedetta, 25 anni e una laurea di primo livello in Comunicazione, dopo uno stage in un’azienda dolciaria di Roma ha accettato un’offerta per uno stage, questa volta retribuito, in Inghilterra. “Avevo 23 anni, in Italia ero una giovane laureata. Arrivata a Londra, la prima impressione“, ci raccontava in un commento di qualche tempo fa, “è stata disastrosa. Eravamo tutti stranieri, il lavoro era in parole povere quello di call center inbound, assistenza ai clienti italiani nel mio caso. Tutti gli altri stagisti erano più giovani di me e tutti con una laurea magistrale, la mia laurea in Inghilterra era equiparata a un corso para-universitario. Più vecchia e meno preparata, in sostanza. Ho tenuto duro e una volta concluso lo stage ho trovato il mio lavoro attuale: organizzazione eventi per una agenzia di PR tra le più famose di Parigi. Hanno contato di più gli stage e la mia conoscenza di tre lingue europee, perché il titolo di studio per fare questi lavori non è così importante, bisogna essere soprattutto capaci.”

Gli ostacoli a muoversi nel mondo del lavoro con la sola laurea breve effettivamente sono diversi. Da una parte la legge finanziaria che impedisce i contratti esterni con la sola laurea breve, dall’altra gli stessi concorsi statali che tagliano fuori la maggior parte delle lauree brevi e solo in rari casi le ritengono titoli validi di partecipazione. Non sono titoli validi neanche per l’insegnamento, mentre continuano ad esserlo, paradossalmente, alcuni diplomi di scuola superiore.

Non va meglio nel comparto privato, in cui vista l’abbondanza di laureati con magistrale, i possessori di laurea breve si trovano in coda alla lista delle preferenze. Questo potrebbe essere uno dei tanti motivi per cui decidono di proseguire. Non fosse altro che per non sentirsi più ripetere ai colloqui la famigerata domanda “Come mai non ha proseguito?” e magari accompagnata dall’occhiata del selezionatore, che tende a bollare il laureato triennale come ‘pigro’, ‘demotivato’, ’senza ambizione’.

Sembra invece essere utile a chi ha già un impiego e vuole migliorare la sua posizione. Francesco, 33 anni, un lettore di Bloglavoro, ci scrive che dopo il diploma di ragioniere ha subito cercato lavoro, trovandolo in una multinazionale con sede a Milano. Dopo dieci anni di lavoro al terzo livello del CCNL Servizi, voleva migliorare la sua posizione, fare un po’ di carriera, smetterla con il solito lavoro sempre uguale di elaborazione paghe. Si è iscritto all’Università e ha conseguito la laurea breve in Economia e Commercio. “Intanto che stavo ancora frequentando l’università, il mio responsabile mi ha chiamato e chiesto in che ambiti mi stavo specializzando. Ha detto che era positivamente impressionato dalla mia buona volontà – studiavo alla sera – e mi ha cambiato in parte le mansioni, coinvolgendomi nella stesura dei budget. E’ stato un periodo pazzesco, lavoravo come un matto per dimostrare che ero capace di fare tutto e alla sera se non mi ero portato a casa il lavoro, dovevo studiare. Però ne è valsa la pena, con la laurea breve ho potuto richiedere l’inquadramento al primo livello e adesso spero di proseguire oltre, arrivare almeno a quadro e un giorno a dirigente. Per me le lauree brevi sono state una fortuna: se il corso fosse stato di cinque anni invece che di tre, non avrei nemmeno cominciato!

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  1. 9 Responses a “SI TROVA LAVORO CON LA LAUREA BREVE?”

  2. Scritto da Alessia il 23 May , 2008 | Rispondi

    ciao, io avevo la triennale in economia e commercio ma mi offrivano solo stage, dopo un anno ho ripreso l’università e ho appena finito con la specialistica però nel frattempo ho fatto due stage e lavoro da un anno in una società di revisione. Il mio consiglio è di continuare! Però intanto di fare stage e esperienze di lavoro così non si arriva a 25 anni con la sola laurea specialistica se no ti offrono sempre solo stage!!!!! ciaooooo! Alessia

  3. Scritto da Lillo2008 il 23 May , 2008 | Rispondi

    ciao, prima di tutto complimenti per il blog!!! E’ proprio ricco di informazioni, ottimo servizio!!!

    La mia esperienza con la laurea breve: mi offrivano gli stessi posti dei diplomati oppure stage. Anche io ho continuato “per forza” come Alessia.

    Secondo me non è sbagliata la laurea breve: sono sbagliati i datori di lavoro. Se ti presenti con la laurea breve pensano che sei uno scansafatiche, non la capiscono, vogliono il diploma o la laurea magistrale. La mia esperienza almeno è così, io sono nella provincia di Napoli.

  4. Scritto da Andrea Russo il 23 May , 2008 | Rispondi

    Complimenti agli autori: bel sito.
    E’ vero: oggi per i giovani è più dura di un tempo.
    Ritengo anche però che noi in Italia
    1) Siamo troppo piagnoni
    2) Forse siamo diventati un po’ molli
    3) Nonostante tutto, la qualità viene premiata: una persona molto più capace degli altri riesce ancora ad emergere

  5. Scritto da Redazione Bloglavoro il 24 May , 2008 | Rispondi

    @Alessia: quella dell’offerta di “solo stage” è una problematica che vediamo quotidianamente, ma in effetti se si abbinano stage e studi, alla fine si riesce a ricevere qualche offerta più concreta. In bocca al lupo per il nuovo lavoro! :)

    @Lillo2008: grazie :) e’ possibile che sia una situazione che interessa tutte le province italiane. La laurea breve è ancora relativamente nuova, poco conosciuta dalle aziende, soprattutto dalle piccole imprese. Ma come ogni cosa nuova, prima o poi viene recepita… speriamo il prima possibile!!

    @Andrea Russo: grazie per i complimenti! Abbiamo visitato il tuo trovandolo interessante e l’abbiamo aggiunto ai nostri link.
    Sicuramente il panorama che prospetti è realistico, ma forse per chi ha la laurea breve si aggiunge la difficoltà di un titolo di studio che non ha ancora un inquadramento ben definito nella ricerca di personale, come succede invece per la laurea specialistica o il diploma di scuola superiore.

  6. Scritto da marcello il 3 Dec , 2008 | Rispondi

    Caro Andrea Russo,per dire che in questo paese,chi ha capacita e meriti,emerge nel mondo del lavoro piu degli altri vuol dire, molto probabilmente,che sei uno fortemente raccomandato,mai sentita dire un assurdita del genere,o meglio l ho sentita dire da chi non ha idea su come va il lavoro in italia,apri gli occhi ed evita di dire stupidaggini,conosco tantissime persone di talento che lavorano pochissimo perche ci sono altri,raccomandati come te,che gli fregano progetti e lavori,povera italia,se continuiamo cosi la vedo male…gia siamo arrivati al fondo per dir la verità…ma quelli come te contribuiranno a raschiare e a capitolare ancor di piu…verso un degrado totale…povera italia…

  7. Scritto da A.Russo il 9 Dec , 2008 | Rispondi

    La laurea breve è uno dei tanti frutti marci di una gestione dell’università scellerata.
    Chiaramente oggi conviene proseguire gli studi con la laurea specialistica.

    Il punto è un altro:
    -C’è chi prende la laurea studiando poco, ma ce la fa o grazie ad esaminatori poco esigenti o grazie a raccomandazioni.

    -C’è chi però studia parecchio, si da da fare, fa camminare il cervello.

    Io voglio essere costruttivo e mi chiedo: cosa posso fare io o un giovane come me per avere una buona carriera? Studiare tanto e lavorare tanto sono le uniche soluzioni.

    Le lauree e i masters sono utili, ma solo se dietro il pezzo di carta c’è un apprendimento reale.

    Prendo atto che Marcello, oltre a non saper sostenere un dibattito e ad offendere, possiede anche delle capacità divinatorie: da un commento su internet lui è capace di dire chi sono e come sono.

    Pensa quello che vuoi, io posso solo rilevare la maleducazione del tuo commento.

  8. Scritto da angelo il 17 Feb , 2009 | Rispondi

    secondo me la laurea triennale nn e cosi da disprezzata dai datori di lavoro,,,,a mio parere questo dipende dalle facoltà
    x esempio nella mia facoltà scienze del servizio sociale basta la triennale x lavorare la specialistica riguarda invece la gestione…
    direi che sono due ruoli lavorativi diversi certo nn a pari livello,,,,

  9. Scritto da Redazione Bloglavoro il 18 Feb , 2009 | Rispondi

    Il ’secondo me’ deriva da un’esperienza concreta di lavoro con la triennale o dal sentito dire in università? ;) Le università hanno pompato molto la triennale ma all’atto pratico è poco richiesta/utilizzata nel lavoro. Di solito la si assimila ai diplomi oppure, più raramente, si dà accesso a entrambe le lauree, breve e magistrale. Sto cercando di ricordarmi se ho mai visto una ricerca di personale con richiesta specifica di laurea triennale ma non me ne viene in mente nessuna…

  10. Scritto da Gianni il 1 Nov , 2009 | Rispondi

    La c.d. laurea breve è stata introdotta con lo scopo di facilitare ed accelerare l’ingresso di giovani qualificati nel mondo del lavoro. Infatti, una delle criticità maggiori del nostro sistema universitario è sempre stata la durata eccessiva dei corsi di studio e quindi l’età media dei laureati, che è superiore a quella degli altri paesi europei.
    Ciò nonostante, molte aziende guardano con diffidenza la laurea triennale, considerandola non inodea a fornire una formazione adeguata. Il motivo va probabilmente ricercato nella miopia e nella scarsa informazione degli addetti al reclumento di personale. Spesso, infatti, viene data più importanza al nomen iuris del titolo di studio, piuttosto che al percorso curriculare del candidato. Il risultato è un sostanziale fallimento della riforma universitaria e, di riflesso, un prolungamento della durata legale ed effettiva degli studi per alcuni dei corsi di laurea più “gettonati”, come economia o giurisprudenza, un tempo di durata quadriennale, che dal 2001 sono state imbrigliate nella formula del 3+2.

    Ai laureati “brevi” che si vedono chiudere in faccia porte e portoni mi sento comunque di dare alcuni consigli:
    1. se avete intenzione di non proseguire gli studi, ok, ma non smettete di pensare alla vostra formazione: ricordate che una buona conoscenza dell’inglese e dell’informatica è apprezzata molto più di un pezzetto di carta;
    2. ci sono concorsi pubblici aperti anche a voi, e alcuni prevedeno un livello retributivo di tutto rispetto e comunque superiore a quello che trovereste nel privato.

    E poi sfatiamo questo luogo comune che i laureati magistrali trovano lavoro più facilmente!
    La realtà è che oggi giorno è dura per tutti. il precariato impera, la qualità delle offerte di lavoro è bassa e i trattamenti economici lo sono ancor di più. Anche i laureati con la specialistica non sfuggono a questo stato di cose. Ahimè

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