Se siete ancora indecisi su quale facoltà scegliere e avete predisposizione per le materie scientifiche, vi servirà sapere che solo a Milano mancano la metà dei chimici e degli ingegneri di cui ci sarebbe bisogno. Condizione, comunque, riscontrata in tutta Italia.
Lo racconta una breve inchiesta del Corriere Economia, a cura di Gioacchino De Chirico, che riportiamo di seguito:
<< In Italia i laureati delle facoltà scientifiche hanno una percentuale di placement molto alta. In Lombardia, in particolare, la domanda supera di gran lunga l’offerta. Lo dicono i dati del periodo 2006-2007 resi noti da Fornaper, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano che ha elaborato una ricerca dal titolo «L’incontro domanda-offerta di laureati in Lombardia 2006-2007» condotta in collaborazione con l’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Milano. Numeri clamorosi riguardano gli ingegneri statistici che si sono laureati in 1.172 per una disponibilità di 4.043 posti di lavoro. Punta di diamante in un mercato che premia tutti i laureati in ingegneria, complessivamente 4.493 a fronte degli 8.244 richiesti dalle aziende. Ottime performance sono state fatte registrare anche dai laureati in chimica farmaceutica richiesti in 1.522 per soli 714 laureati.
Lo scenario generale però fa rilevare comportamenti in contraddizione con questi dati. Una gran parte di studenti, infatti, continua a scegliere facoltà umanistiche anche se il rapporto tra domanda e offerta è capovolto rispetto a quello delle materie scientifiche. In cima a questa diversa graduatoria si trovano architettura e giurisprudenza. La prima ha prodotto 2.214 laureati a fronte di 1.129 richieste. La seconda ne ha prodotti 2.265 a fronte di una domanda di 993. Se il ragionamento si allarga a tutti gli atenei lombardi, si deve registrare anche un calo complessivo dei laureati che dai 48.713, nel 2005, sono diventati a 45.473, nel 2006. Inoltre, questi laureati hanno un età media ancora troppo alta visto che si aggira intorno ai 24 anni per i triennalisti e supera di poco i 25 anni per le lauree specialistiche. Insomma, sono molti i segnali positivi che il mercato del lavoro milanese lancia ai giovani laureati che, per oltre i 2/3, sono stati avviati a un impiego entro l’anno successivo alla laurea. Per una grande maggioranza (76,6%) si è trattato di contratti temporanei, mentre un 17,3% ha goduto di un contratto a tempo indeterminato e l’8,1% è diventato imprenditore. Se l’offerta si adegua ancora a questi segnali, la situazione è suscettibile di nuovi miglioramenti.>>
Gioacchino de Chirico
Economia e Carriere – Corriere della Sera
