CONCORSI ARPA: SERVONO SOLO A STABILIZZARE I PRECARI?
May 26th, 2009 | by Redazione Bloglavoro |
Questa è la domanda che ci poniamo oggi e che ci ha posto Nunzia, lettrice di Bloglavoro, che ci scrive un lungo messaggio, pieno di amarezza per questo tipo di concorsi. Lei ne sa molto sullo svolgimento e forse vale la pena ascoltarla.
Va detto comunque che in qualsiasi concorso tendono ad essere avvantaggiati coloro che già lavorano nella struttura, in quanto hanno più familiarità con gli argomenti, in questo caso gli argomenti di salute ambientale che riguardano il territorio specifico. Le ARPA, infatti, sono agenzie regionali, con una indipendenza organizzativa e ambiti di intervento legati al territorio.
Altra cosa che ci sentiamo di aggiungere è che, nel caso vengano riscontrate apparenti irregolarità come quelle di seguito esposte, è il caso di fare un ricorso, magari in più persone. Il TAR è molto veloce nel decidere e magari si riescono alla fine a bloccare certi comportamenti poco chiari.
La lettera di Nunzia:
Mi dispiace essere cinica, ma la realtà è che i concorsi all’Arpa sono banditi esclusivamente per sistemare i precari che già vi lavorano; è come al solito vergognoso giocare con le speranze di chi continua a illudersi e a credere che lo studio e la preparazione possano “eludere” meccanismi sabotati in partenza.
Non capisco perchè non facciano concorsi interni così da dare finalmente ai precari la possibilità di rendere certa la propria posizione. Non è giusto indire un concorso pubblico e truccarlo già in partenza; io, come tanti altri abbiam speso soldi e tempo per studiare e per raggiungere la sede del concorso!
Parlo di quello tenutosi il 21/5 all’Arpa Lazio. La prova scritta doveva svolgersi su argomenti quali DIRETTIVA NAZIONALE E COMUNITARIA IN CAMPO AMBIENTALE, INDICI BIOTICI (IBE, IFF, FITOPLANCTON,..), TECNICHE DI CAMPIONAMENTO E CLASSIFICAZIONE DI MICRORGANISMI RILEVANTI IN CAMPO AMBIENTALE E SANITARIO, METODOLOGIE E TECNICHE DI ANALISI, VALUTAZIONE E MONITORAGGIO DELLE MATRICI AMBIENTALI, METODOLOGIE E TECNICHE DI ANALISI BIOLOGICHE, MICROBIOLOGICHE ED ECOTOSSICOLOGICHE!
Alla fine le domande della prova scritta eran tutte sulle acque (dopo aver studiato tutte le matrici ambientali indicate nel programma di studio),non c’era neanche una domanda sugli INDICI BIOTICI e gran parte delle domande erano frustranti per un biologo;anche con un anno di studi sarebbe stato impossibile rispondere, perchè eran fattibili solo per chi ci lavorava;che senso ha chiedere valori limite o definizioni indicate nelle Leggi?i valori limite sono indicati nelle procedure di laboratorio ed è ovvio che solo chi ogni giorno esegue analisi, li conosca!domande tipo, cui tra l’altro ho tentato comunque di rispondere esercitando buon senso e fantasìa:
-definizione di ACQUE REFLUE INDUSTRIALI secondo il dlgs 152/06
-definizione di DISTRETTO IDROGRAFICO secondo il dlgs 152/06
-valori limite di temperatura x scarichi in acque superficiali secondo il decreto…
-trattamenti da effettuare su acque di categoria A1 destinate ad uso potabile secondo il decreto…
-valori limite dei parametri microbiologici…(ma non ricordo relativamente a cosa) secondo il decreto…
-parametri METEO-CLIMATICI da rilevare al momento del prelievo
-test biochimico per SALMONELLA spp.
-principio su cui si basa la tecnica MPN
-TEST ecotossicologico con DAPHNIA su acque reflue destinate a corpi idrici superficiali
-analisi microbiologiche di routine effettuate su acque destinate a consumo umano
Le domande erano 10 e si riteneva superata la prova scritta con 21/30, ovvero un minimo di 7 risposte esatte!
Escluse le ultime 5-6 accessibili per un biologo, anche rischiando una definizione per le acque reflue o per il distretto idrografico (ovviamente rivelatesi sbagliate al momento della verifica)ci son sempre quelle sui valori-limite praticamente impossibili da ricordare se non da chi ne abbia diretta esperienza ogni giorno!
alla fine dei conti, anche forzando qualche risposta, risulta arduo raggiungere i 21/30 richiesti!
Per superare la prova “bastava” leggersi la parte III della 152 e ripassarsi un pò di microbiologia ambientale, a fronte degli INDICI BIOTICI, DEL MONITORAGGIO E DELLE METODOLOGIE DI VALUTAZIONE DI ACQUA, SUOLO, ARIA, DELLE PRINCIPALI DIRETTIVE COMUNITARIE IN TEMA AMBIENTALE(niente sull’IPPC, su rifiuti, tecniche di bonifica, AIA)…a saperlo prima però!
Ti consiglio pertanto, oltre a studiare gli argomenti indicati nel bando, di tentare di fare uno stage presso l’ARPA a te più vicina o comunque di rivolgerti a qualcuno che ci lavora per farti consigliare sulle metodiche più utilizzate, sulle procedure seguite e quindi sui limiti e parametri contemplati da ciascuna!
Per il resto, non si sa mai, non voglio toglierti alcuna speranza, io stessa, appena sarà possibile, ci riproverò!
IN BOCCA AL LUPO!
Altri link correlati:
Concorso ARPA Lazio
Concorsi ARPA
Concorsi Enti Locali
Manuali, libri e testi leggi per i concorsi ARPA



![Validate my RSS feed [Valid RSS]](valid-rss.png)
12 Responses a “CONCORSI ARPA: SERVONO SOLO A STABILIZZARE I PRECARI?”
Scritto da Anna il 1 Jun , 2009 | Rispondi
Non è così, io sono un chimico di ARPA LAZIO e posso assicurare che il concorso per noi non è stato affatto truccato e bandito per noi precari. Che NESSUNO si permetta di pensare una cosa del genere, perchè siamo qui da anni, da6, da 8 da, 10, da una vita, e lo stesso concorso ci sta tagliando fuori. Lo schifo lo abbiamo noi, dentro e fuori, per un sistema che crea solo precarietà e disagio, per un’insicurezza continua che non permette di vivere. Non rompeteci le scatole e fate silenzio voi che partecipate da esterni.
Scritto da Marco il 3 Jun , 2009 | Rispondi
Condivido pienamente, il commento di Anna.
L’ARPA LAZIO sta facendo dei concorsi assurdi per i Chimici, per quei Chimici che da anni la stessa azienda ha formato, preparato e pagato precariamente. Ora ha preparato le basi per un primo calcio nel sedere, forse perchè i veri raccomandati stanno fuori. Complimenti a chi ha bandito il concorso, così generale, da dover sapere tutto il mondo e anche più. Purtroppo nemmeno chi dovrà correggere i compiti è così bravo da poter essere all’altezza di farlo. E’ difficile anche per la commissione, a meno che non vadano a rivedersi gli appunti e la stessa normativa. Bravi!
Scritto da Redazione Bloglavoro il 5 Jun , 2009 | Rispondi
direi che l’inciviltà dell’espressione è da evitare. si possono dire le stesse cose senza essere cafoni
Scritto da Redazione Bloglavoro il 5 Jun , 2009 | Rispondi
come al solito però, invece di fare un ricorso o prendersela con chi predispone queste procedure inique per tutti, si dà il via alla guerra tra poveri, tra chi è interno e precario da anni e chi è precario in altri modi… forse è il metodo della lotta e anche il bersaglio che devono cambiare
Scritto da Marco il 11 Jun , 2009 | Rispondi
L’inciviltà è un’altra cosa. Precari da anni, senza uno straccio di futuro. Contratti in scadenza senza nessuna notizia su ciò che succederà il giorno dopo. E’ questo l’essere civili?
Meglio non commentare oltre per non essere ridicoli.
A proposito dei ricorsi…Ci sono tutte le basi e le volontà di farli.
Scritto da valentina il 24 Jul , 2009 | Rispondi
Ho fatto anche io il concorso per chimico, e anche io ho svolto un tirocinio (volontario e gratuito) in Arpa, ma posso dire con certezza che durante il tirocinio non ho imparato che cosa fosse la reazione di friedel-craft (una delle dieci domande del concorso!). Suppongo che certe cose facciano parte di un background culturale di base che un chimico debba conoscere. Anche per noi molte domande erano per lo più nozionistiche e riferite al dlgs 152/06, ma considerando quale sono le cose che si fanno in un laboratorio ARPA è ovvio che dovesse essere messo in conto. IO ritengo che le domande fossero abbastanza eterogenee anche perchè conoscere le differenze tra i sistemi di atomizzazione in assorbimento atomico non mi pare sia una cosa dell’altro mondo per una persona che si “appresta” a lavorare come chimico, in ARPA o in qualsiasi altro posto!
Scritto da Emma il 15 Sep , 2009 | Rispondi
ho partecipato anche io ad uno di quei concorsi e ritengo che le domande fossero adeguate: considerando che il posto di lavoro è presso ARPA, le commissioni hanno fatto domande attinenti al lavoro che poi dovrà essere svolto, è inutile chiedere nozioni universitarie o troppo generiche se si vuole gente competente per un determinato lavoro. per il resto dentro ARPA non si son fatti problemi a non far passare persone che lavorano lì da 7-8-10 anni, nonostante la professinalità acquisita. non è vero che quei concorsi sono stati fatti per gli interni. gli interni non hanno mai avuto la strada agevolata in quest’agenzia e presto si vedranno i risultati.
Scritto da michele il 3 Feb , 2010 | Rispondi
Io sono un chimico che lavora da 5 anni in un privato e penso che un concorso serio dovrebbe essere fatto da una commissione esterna di professionisti che sanno quali professionalità cercare e selezionare. La verità e che le assunzioni alla regione sono spesso monete di scambio politico , molti “tecnici” arpa sono emeriti ignoranti e sono più gli amministrativi che i campionatori . A parità di individui un laboratorio privato ha una produttività di ordini di grandezza.
Penso che sia frustrante per i professionisti veri che onestamente e dignitosamente lavorano nelle agenzie.
Saluti
Scritto da Aly! il 3 Feb , 2010 | Rispondi
Ho partecipato anche io al concorso arpa laziocome chimico e sono sicura che il concorso si è svolto regolarmente..io L’HO VINTO senza aver MAI lavorato li ma semplicemente studiando molto e concentrandomi sugli argomenti più pertinenti al lavoro che sarei andata a svolgere!!!
L’Arpa si occupa di analisi ambientali seguendo delle procedure standard riportate sulle leggi…era OVVIO e scontato che avrebbero chiesto quelle leggi…soprattutto perchè erano argomenti molto generali al quale si poteva rispondere anche solo leggendo una volta la legge principale in materia ambientale!!
Mi dispiace davvero per chi non è riuscito ad entrare…ma NON si può sempre incolpare il sistema per errori personali!!!
Scritto da Incazzatella il 7 Mar , 2010 | Rispondi
Complimenti Aly, per la tua fantastica prestazione ! E’ evidente che tu non abbia mai lavorato in Arpa perchè sapresti che le attività svolte, quelle cruciali per la regione riguardano ad esempio gli scarichi:in quel compito scritto non c’era NULLA che riguardasse scarichi, balneazione e relativa normativa! Si effettuano migliaia di analisi, molto importanti campionamenti ed analisi riguardanti l’aria la supercritica non è mai stata contemplata!Per le acque si effettuano per conto delle ASL le analisi acque potabili:nulla nel compito. La termodinamica non mi sembra che sia compresa nella 152!!! E’ evidente che tu non abbia la piu’ pallida idea di quello che dici riguardo la normativa:letto solo una volta ??? sul concetto di materia prima secondaria si sta ancora esprimendo la cassazione (era una domanda dei compiti non estratti)Percio’ grande Aly, visto che ti riesce cosi’ bene vincere concorsi in base ad ovvie conclusioni indica la strada a me che, dopo ricchi 5 anni di VERA esperienza di ARPA sono per strada grazie a chi, per opera dello spirito santo, ha azzeccato gli argomenti….o le conoscenze??? Che dici???
Scritto da Michele il 12 Jul , 2010 | Rispondi
“Incazzatella” è probabilmento l’esempio di quelle persone che hanno acquisito una professionalità e sono state scalzate dal solito raccomandato. Vorrei entrare in merito alla modalità con cui si fanno i concorsi per chimici: cosa è importante per un chimico conoscere la disciplina scientifica o essere un burocrate che non ha mai fatto una diluizione e meglio un titolo accademico o l’esperienza CONCRETA sul campo?
Qualcuno mi dia una risposta.
Grazie
Scritto da Incazzatella il 13 Jul , 2010 | Rispondi
ohhhhhhhhhhhhh ! finalmente qualcuno che capisce come stanno le cose !
caro Michele, a riprova del fatto che sono una persona intelligente e saggia ti dico che ho fatto altri concorsi da chimico e, forse, il consiglio posso dartelo prorpio io !
studiare serve, eccome! La conoscenza accademica è importante bagaglio:tuttavia, in questo triste momento socio-economico, in cui la guerra è fra precari conta moltissimo l’appoggio che si puo’ avere. Pertanto il mio consiglio è quello di tentare sempre e comunque tutte le strade, prima o poi la professionalità avrà la meglio.
P.S. io sono ancora disoccupata e continuo a fare concorsi per un altro lavoro