CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA

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Tutte le Info sulla Cassa Integrazione Ordinaria e Straordinaria 2014, Requisiti, Domanda e Durata

In queste ultime settimane ci sono arrivate tante (purtroppo) richieste di informazioni sulla cassa integrazione. Ci è sembrato utile pubblicare una breve spiegazione, chiara e semplice, sulla cassa integrazione e le differenze tra ordinaria e straordinaria. Ovviamente sempre con l’occhio puntato ai diritti dei lavoratori, in questo caso cassintegrati. In bocca al lupo, ragazzi!

La cassa integrazione, nome per esteso “cassa integrazione guadagni”, è una prestazione che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori sospesi o che lavorano ad orario ridotto presso aziende in momentanea difficoltà produttiva.

E’ uno strumento che permette alle imprese, in attesa di riprendere la normale attività, di essere sollevate dai costi della manodopera non utilizzata e di evitare i licenziamenti.
La cassa integrazione guadagni può essere ordinaria (CIG ordinaria) o straordinaria (CIGS). Vediamole nel dettaglio.

LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA

Si parla di cassa integrazione ordinaria quando la crisi dell’azienda dipende da eventi temporanei (mancanza di commesse, eventi meteorologici ecc.) ed è certa la ripresa dell’attività produttiva.

La cassa integrazione non viene concessa se gli eventi si presentano regolarmente nel tempo, come nel caso di aziende soggette a frequenti riduzioni della produzione (ad esempio, le aziende calzaturiere) dovuti a necessità tecniche ricorrenti, a cali fisiologici delle vendite o al tipo di lavorazione. (NON chiedeteci perché allora la continuino a concedere alla Fiat, è un discorso a parte ;) )
La cassa integrazione guadagni è finanziata attraverso un contributo fisso, a carico del datore di lavoro.

A chi spetta
L’integrazione salariale spetta ai lavoratori che appartengono a determinate categorie: operai (qualunque qualifica rivestita), intermedi, impiegati, quadri ecc. I lavoratori devono dipendere da aziende che operano nei seguenti settori: industriale, cooperative di produzione e lavoro esercenti attività industriale, boschive forestali e del tabacco ecc. Le aziende del settore edilizio e lapideo sono soggette a particolari disposizioni data la particolarità del rapporto di lavoro.

Come si ottiene
La procedura per l’attivazione della cassa integrazione guadagni prevede una fase di consultazione (sono escluse da questa fase le aziende dei settori edile e lapideo) con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Successivamente i datori di lavoro devono presentare la domanda agli uffici locali dell’Inps (su modulo IGI), entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’at tività lavorativa. La domanda deve contenere una previsione attendibile di ripresa dell’attività produttiva.

La durata
La CIG ordinaria è pagata per un periodo massimo di 3 mesi continuativi per ogni unità produttiva. Il periodo può essere prorogato, in casi eccezionali, fino ad un massimo di 12 mesi. Nel caso in cui un’azienda ne usufruisca per periodi non consecutivi, il periodo massimo di godimento è di 52 settimane in un biennio. I limiti di tempo non si applicano in caso di evento “oggettivamente non evitabile” (tranne che nel settore edile).

LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA

La cassa integrazione è straordinaria quando l’azienda deve fronteggiare processi di ristrutturazione (cambiamento di tecnologie), riorganizzazione (cambiamento dell’organizzazione aziendale), riconversione (cambiamento dell’attività) o in caso di crisi aziendale.

L’intervento straordinario, inoltre, può essere richiesto anche a seguito di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria. Viene concessa per un periodo più lungo, rispetto a quella ordinaria, in virtù della gravità degli eventi che la giustificano.
Per finanziare l’intervento straordinario è previsto, oltre al contributo del datore di lavoro, anche l’intervento dello Stato.

I requisiti
I presupposti per la concessione dell’integrazione straordinaria per il lavoratore sono:
• l’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente, con un’anzianità di servizio di almeno 90 giorni;
• la sospensione dal lavoro o la riduzione dell’orario per le cause individuate dalla legge (vedi sopra);
• la perdita o la riduzione della retribuzione;
• la previsione di ripresa dell’attività lavorativa.
Non si può chiedere l’intervento straordinario per i lavoratori per i quali è stato richiesto, per lo stesso periodo, l’intervento ordinario.

La domanda

Anche in questo caso la procedura prevede una fase di consultazione sindacale e successivamente la presentazione della domanda. La domanda, compilata su apposito modulo, deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’azienda e presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui è iniziata la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.

Ad eccezione delle richieste per procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo ecc.), la richiesta deve prevedere, qualunque sia la causa, il programma che l’impresa intende attuare per riprendere la piena funzionalità.

Il provvedimento di concessione della prestazione è adottato con decreto del Ministero del Lavoro.

La durata
Può essere concessa per un periodo massimo di 12 o 24 mesi a seconda della causa che ha determinato l’intervento, salvo eventuali proroghe. La durata dell’integrazione straordinaria non può eccedere i 36 mesi nell’arco di un quinquennio, compresi i periodi di CIG ordinaria per situazioni temporanee di mercato.

Aspetti comuni alle integrazioni ordinaria e straordinaria Il pagamento dell’integrazione salariale è effettuato, ai dipendenti aventi diritto, dal datore di lavoro alla fine di ogni mese, salvo rimborso mediante conguaglio con i contributi dovuti all’Inps.

Se l’impresa fallisce o è nell’impossibilità di pagare per ragioni di ordine finanziario, il pagamento è effettuato direttamente dall’Inps.

La misura
L’importo dell’integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione complessiva che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate fino ad un massimo di 40 ore settimanali.
L’importo da corrispondere è soggetto ad un limite mensile rivalutato annualmente in base alle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo accertate dall’Istat.
• Euro 858,58 mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13a mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14a, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a e1.857,48 lordi mensili;
• Euro 1031,93 mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a Euro 1.857,48 lordi mensili.
Nel settore edile e lapideo, quando la GIG è determinata da eventi meteorologici, i limiti sono incrementati del 20%:
• Euro 1030,30 mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13a mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14a, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a e1.857,48 lordi mensili;
• Euro 1.238,32 mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore ae1.857,48 lordi mensili.
Agli importi indicati deve essere applicata una detrazione pari al 5,84%.
Al lavoratore che percepisce l’integrazione salariale è dovuto l’assegno per il nucleo familiare.

L’integrazione del salario ai lavoratori agricoli

È una prestazione regolata da particolari disposizioni che viene concessa ai lavoratori dipendenti (operai, impiegati e quadri) di aziende agricole con contratto a tempo indeterminato, sospesi dal lavoro per intemperie stagionali o per altre cause non dipendenti dal datore di lavoro o dal lavoratore. L’integrazione spetta anche ai soci delle cooperative di produzione e lavoro che svolgono attività retribuita per conto delle cooperative stesse.

Per averne diritto i lavoratori devono aver svolto, in un anno, oltre 180 giornate di lavoro presso la stessa azienda.
Le integrazioni salariali spettano in caso di avversità atmosferiche e per altre cause non imputabili al datore di lavoro e ai lavoratori, quali ad esempio fenomeni infettivi, attacchi parassitari rilevanti ecc.

La domanda deve essere presentata dal datore di lavoro alla Direzione Provinciale del lavoro, che provvede ad inoltrarla all’Inps, entro 15 giorni dall’inizio della sospensione dell’attività lavorativa.

L’integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione media giornaliera pagata (e considerata ai fini dei versamenti contributivi) nel mese precedente a quello in cui si è verificata la sospensione dell’attività lavorativa. Il pagamento è effettuato, a ciascun lavoratore, direttamente dall’Inps.

La durata massima dell’integrazione salariale è di 90 giorni all’anno.
Per maggiori informazioni:
w w w.inps.it
Numero gratuito INPS 803.164

568 Commenti su CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA

  1. Salve lavoro da due anni in una ditta edile s.p.a questo inverno ho fatto 5 mesi di cassa integrazione. (solo io) nel frattempo la ditta ha assunto un autista che ha preso il mio posto e camion.
    a maggio ho iniziato con un altro camion . adesso ha detto che non c’e lavoro, faremo ferie e poi ha detto che staremo a casa in cassa .La domanda è può lasciare a casa me per primo oppure l’ ultimo assunto?
    grazie

  2. sergio » questo dipende da come siete assunti entrambi e da che mansioni sono dichiarate nel contratto. Se avete pari mansioni, in genere viene lasciato a casa l’ultimo assunto. Ma se come mi pare di capire lei è stato passato ad altre mansioni, può essere lasciato a casa lei perché il datore di lavoro ritiene legalmente che sia il suo lavoro a non servire per la ditta nello stato di crisi.

  3. Buongiorno.
    Io sono in CIGS..
    Mi si prospetta una ipotesi di lavoro negli USA.
    Dovrei recarmi la con la prospettiva di rimanere almeno uno o due mesi per capire se il tutto vale la pena, sia per loro che per me.
    L’azienda americana è disposta a pagare il volo, i pernottamenti e una auto per gli spostamenti, resta da accordarci per un “rimborso” per il tempo che starò in prova.
    Cosa devo fare per sospendere la CIGS durante il periodo in cui percepirò questo “rimborso”?
    Cosa succede se io vado laggiù e non notifico niente a nessuno?
    C’è da considerare che potrebbe essere anche una cosa che si risolve in meno di un mese e magari è un non problema; al contrario potrei informare chi di dovere, in un secondo tempo, al mio ritorno?
    Vi ringrazio e mi complimento per il servizio offerto.

  4. @ Julio
    Devi avvertire il tuo datore di lavoro che dovrebbe prestare il suo consenso perché anche se in un periodo di Cassa Integrazione sei a tutti gli effetti un lavoratore dell’azienda che potrebbe essere richiamato in qualunque momento e devi fare una raccomandata all’Inps di riferimento specificando la data in cui l’integrazione non dovrà essere più pagata e il periodo approssimativo di lavoro, specificando che andrai a lavorare all’estero! Nel periodo di lavoro non maturerai i mesi per la pensione perché teoricamente dovrebbe pagarleli il nuovo datore di lavoro o con ricongiungimento nel caso di lavoro all’estero (anche se dagli Usa non è previsto e dovresti fare i versamenti volontari)! Se dovessi rientrare entro i due mesi basterà avvertire il datore di lavoro che semplicemente comunicherà nuovamente all’Inps le ore di cig che fai! Nel caso le cose dovessero invece andare bene dovrai semplicemente far pervenire la lettera di dimissioni al tuo datore di lavoro e fine! Le comunicazioni sono obbligatorie prima e entrò determinati tempi di legge, dopo non ha valore e si corre il rischio di incorrere in sanzioni!
    C’è un alternativa per rimanere nei termini di legge, ma di solito i datori di lavoro la rigettano! Se hai giorni di ferie puoi chiederli tutti, ma siccome vanno pagati come se lavorassi facendoti di fatto uscire dalla CIG in quel periodo, i datori di lavori la rigettano!

  5. Buongiorno, l’azienda dal momento in cui comunica al dipendente che lo metterà in CIGO all’inizio della CIGO stessa, deve dare un preavviso o lo può fare dall’oggi al domani?

  6. @ Marco
    No, l’azienda può comunicarlo anche il giorno prima, sono atti formali di poco conto e non sono base per una eventuale contestazione per farsi reintegrare!

  7. Giacomo // 10 ottobre 2013 a 15:03 //

    La ia azienda ha chiesto la cassa integrazione. Per le ore che lavoriamo ci paga il datore di lavoro mentre per quelle di cassa ci dovrebbe pagarte l’INPS (siamo in cassa da giugno e non abbiamo ancora visto niente).
    Oggi il datore di lavoro doveva pagarci per le ore lavorate ma ha detto che ci pagherà quando avrà i soldi e non sa quando potrà farci il bonifico. E’ legale o è tenuto a pagarci le ore lavorate normalmente?
    Grazie

  8. Giacomo » Sì può ed è comprensibile. Il datore di lavoro secondo gli accordi con la R.S.U aziendale può non anticipare la cassa integrazione e attendere che l’INPS paghi per erogarla a sua volta ai lavoratori. L’inps in questo momento tarda i pagamenti anche fino a sei mesi. In caso di necessità dimostrabile, l’INPS può fare il pagamento direttamente al lavoratore, ma ci vuole talmente tanto per l’approvazione della pratica e l’attesa del pagamento, che conviene aspettare quello dal datore di lavoro.

  9. Giacomo // 15 ottobre 2013 a 14:52 //

    certo che il datore non paga la parte di ore che siamo in cssa. Io volevo sapere se è tenuto a pagare le ore che lavoriamo.

  10. Giacomo » la parte di ore lavorate è obbligato a pagarle, non c’è nulla che lo esoneri da questo, salvo accordi di pagamenti a scaglioni o simili concordati in fase di trattativa con il sindacato, ma questo potete saperlo solo voi e il sindacato che ha siglato l’accordo.

  11. Giacomo // 16 ottobre 2013 a 10:48 //

    Volevo chiedervi visto che il datore di lavoro non paga la parte di ore lavorate cosa dobbiamo fare? Doveva farci il bonifico il 10 ottobre ma ad oggi ancora niente. L’abbiamo detto al sindacalista ma non ha fatto niente. Potete aiutarmi?

  12. Giacomo // 16 ottobre 2013 a 12:38 //

    RIUSCITE A RISPONDERMI ENTRO OGGI? Volevo chiedervi visto che il datore di lavoro non paga la parte di ore lavorate cosa dobbiamo fare? Doveva farci il bonifico il 10 ottobre ma ad oggi ancora niente. L’abbiamo detto al sindacalista ma non ha fatto niente. Potete aiutarmi?

  13. NO: e non si permetta mai più di scrivere qui alzando la voce, che equivale a scrivere in caratteri cubitali. Il fatto che chiedere a noi sia gratis e con un sindacato ci voglia il pagamento dell’iscrizione, non la autorizza né ad essere maleducato né tantomeno a sollecitare risposte gratuite con impazienza. La invitiamo a rivolgersi a un sindacato a pagamento, magari loro essendo pagati avranno voglia di ricevere i suoi solleciti.
    Le abbiamo risposto ieri, una risposta ogni 12 ore mi spiace caro signore ma non gliela garantisce nemmeno un ente pubblico dove la gente è pagata per farlo.

  14. Atlantico // 1 novembre 2013 a 18:09 //

    Buongiorno, la mia azienda sta ristrutturando mettendo quasi 1000 persone in CIG,a ma con modalità differenti ufficio per ufficio e reparto per reparto. Nel mio specifico,a inizio Agosto mi è arrivata comunicazione dall’azienda che sono in cassa integrazione in deroga zero ore, da novembre fino al 31 dicembre, causa (secondo loro) cessazione attività dell’ufficio, per implementazione di un nuovo programma comuputerizzato. Però nei test di Ottobre, il programma nuovo mostra delle pecche, e anzichè togliere il lavoro e la mandopera di ufficio, si fa notare che il nuovo programma ha bisogno di altro personale per attuarlo, altro che togliere lavoro. le rsa lo fan notare. Il 31 ottobre l’azienda mi comunica verbalmente che entrerò in cassa integrazione lo stesso a Novembre (non piu Dicembre) ,ma non a zero ora ma a rotazione 1 gg solo, fino al 30 novembre, “perchè per imprevisti e casue tecniche,si ritiene necessaria la mia presenza in ufficio”
    Per favore chiedo al termine del mese di CIG a rotazione, il 30 novembre che succede? Possono cheidere un ulteriore mese di CIG ? Mi liceziano, oppure reintegrano? Devono comunque cominicarmelo entro quando?

  15. Atlantico » devono sempre comunicarlo ma sulle modalità non può chiedere a noi perché le possiamo dare solo tutta la casistica di quello che si può fare in teoria. Nella pratica invece, è il vostro sindacato, che sta già seguendo le vostre procedure di CIG e rotazione, discutendole con l’amministrazione, che vi deve informare su quello che faranno e sulla sorte di ognuno di voi. Siete in un momento in cui le risposte generiche non vi sono utili, dovete avere le risposte dirette del sindacato che vi segue, specifiche per il vostro caso.

  16. Francesco // 16 dicembre 2013 a 23:28 //

    Buona sera,un informazione!!!!dal 9 di questo mese l azienda i accordo con il sindacato ci ha messo in cassa integrazione ordinaria per tre mesi!!!con la possibilità che l azienda ci richiami a sua disrezione!!cosa per me non Giusta e spiego il perche!!!sembra assurdo dirlo ma finalmente ci hanno messo in cassa in quanto l azienda da oltre un anno ha iniziato a pagarci gliu stipendi sempre piu in ritardo infatti ai primi di dicembre 2013 siamo arrivati a 4 mensilità non percepite !!!assurdo ma vero!!!ci avevano garantito che entro la settimana scorsa ci avrebbero pagato la mensilità di agosto invece sorpresa oggi ci hanno accreditato solo il 70% del mese di agosto!!!senza contare che questo mese ci sarebbe dovuta essere la tredicesima mensilità “che non vedremo”.in piu l azienda non ha l agibilità da parte dei vigili del fuoco,senza contare ai duemilioni di euro di debiti verso i vari fornitori,dei quali ottocento mila euro di decreti ingiuntivi di pagamento!quindi dopo tutto questo noi possiamo rifiutarci di andare nel caso l azinda ci richiama a lavoro?e poi se dovessi trovare un lavoro a tempo determinato come posso comportarmi?grazie mille

  17. Tiziana // 17 dicembre 2013 a 11:33 //

    Salve sono statta licenziata da un’azienda che usufruisce della cassa integrazione da cinque anni a orario ridotto solo per aver chiesto lo stipendio, (oltre tutto si è permesso di insultarmi) ho impugnato il licenziamento tramite sindacato, ho chiesto un risarcimento danni, dal momento che il mio contratto era a tempo indeterminato da quatro anni e mezzo il sindacato mi dice di farli causa ma io non vorrei arrivare a una causa perchè i tempi sono parecchio lunghi cosa posso fare per farli capire che le leggi sono fatte per essere rispetatte? GRAZie mille

  18. Buongiorno, avrei necessità di ricevere la seguente info. se potete: sono in cassa integrazione ordinaria dal 01.10.13; il 31.12 scadrà ed io non ho più nè ferie nè permessi in quanto me li hanno fatti consumare tutti obbligatoriamente. La mia domanda è: dato che ancora oggi non so se a Gennaio sarò rimessa in cassa e dato che il datore vuole farmi stare a casa dal 2 gennaio ma senza licenziarmi, devo farmi produrre una dichiarazione che sono a casa per suo volere fino a che non vengo rimessa in cassa? Non rischio un’assenza ingiustificata nel caso io debba stare a casa ma mi fosse richiesto solo verbalmente? Se si rifiutasse di produrmi la dichiarazione devo comunque venire al lavoro? Grazie mille.

  19. Buongiorno, vi scrivo per chiedervi un informazione, l azienda per cui lavoro apre la cassa integrazione da prima ordinaria e in questi ultimi 3 mesi straordinaria lasciando i lavoratori a casa per un giorno a settimana continuando a terzializzare il lavoro, in poche parole i dipendenti sono a casa e il lavoro viene fatto eseguire a ditte esterne tutto questo è possibile?
    cordiali saluti
    grazie per l eventuale risposta

  20. Buongiorno,
    sono impiegata amministrativa dipendente di una ditta che ha chiesto la procedura del concordato in bianco. Al momento dell’apertura della procedura, il commissario nominato dal tribunale ha chiesto di avvalersi della mia presenza per aggiornare la contabilità/scadenze… e per presentare, se necessario, la documentazione che mi chiedono. Purtroppo in c/c bancario non c’è disponibilità per eventuali pagamenti di bollette nè tantomeno per il mio stipendio (faccio solo le ore necessarie, mentre per la differenza sono in cigs). Sono obbligata ad andare al lavoro o sono giustificata se non vado visto che non mi pagano tali ore? A questo punto mi conviene starmene in cigs come tutti gli altri!
    Grazie per la Vs risposta

  21. Salve volevo solo sapere per quanto si deve aspettare per avere l’asegno dell’ente inps per la cassa integrazione straordinaria,visto che già sono passati 8 mesi e in più il decreto è stato firmato da poco?Grazie aspetto una vostra risposta,distinti saluti

  22. Buongiorno,
    la mia azienda è in una fase di ristrutturazione e nel nuovo piano industriale ci saranno almento una cinquantina di persone in esubero.
    Volevo sapere quali tipi di amortizzatori sociali si possono richiedere tenendo presente che :
    la società ha circa 300 dipendenti
    circa 40 sono stati assunti con contratto COMMERCIO, gli altri con contratto METALMECCANICI e EDITORIA.
    Io faccio parte dei lavoratori assunti a tempo INDETERMINATO COMMERCIO.
    Che tipo di amortizzatore mi spetta ?
    Grazie per la cortese risposta

  23. scusatemi se mi intrometto ma ho scoperto il vostro sito oggi, vorrei chiedervi delle info, sono metalmeccanico sorvegliante di notte di 53 anni assunto da invalido, da poco è scattata la cigo presso la nostra azienda, quanto tempo possono metter i in cigo.

  24. Francesco // 23 maggio 2014 a 23:39 //

    Salve, lavoro in una multinazionale che secondo me da un po di tempo sta facendo la furbetta, ovvero sta facendo lavorare una 40 di lavoratori interinali mentre una parte dei lavoratori a tempo indeterminato va puntualmente la cig, la domanda è quindi questa e cioè non è una truffa all’INPS usufruire della cig mentre fai lavorare gli interinali che fanno anche paradossalmente lo straordinario tutti i giorni. Preciso anche che l’azienda si giustifica dicendo che gli interinali lavorano su altri reparti…..

  25. federica // 31 maggio 2014 a 16:22 //

    vorrei fare una domanda riguardo la CIGS, ovvero la mia ditta ieri ci ha comunicato che con ogni probabilità sarà imminente la cassa integrazione straordinaria. quello che vorrei sapere e che ieri non ci è stato risposto in modo molto chiaro è questo: è vero che in regime di cig si possono effettuare stroardinari? e poi è vero che in fase di lista dei nominativi viene stilato un elenco in base ai vari redditi delle singole persone, ovvero che ha un coniuge anch’esso lavoratore verrà messo per primo in cig, mentre in presenza di lavoratori monoredditi questi ultimi verranno messi in cig per ultimi. ringrazio ed attendo un cortese risconro

  26. maritrunk // 4 giugno 2014 a 11:58 //

    Salve, sono stata collocata in CIGO alcuni giorni fa; durante il colloquio personale avuto mi è stato detto che sarei stata richiamata al lavoro se un colloquio da me fatto il giorno prima presso un’azienda cliente, per un consulenza, fosse andato bene. Poco fa mi ha contattato il collega che si occupa di quel cliente e mi ha comunicato che il colloquio è andato bene e che immagina (lui non conosce le procedure) che mi arriverà la comunicazione di reintegro a breve, da HR. Le domande sono: 1.- che tipo di comunicazione è considerata legittima in questo caso: una telefonata, un email, un telegramma, una lettera A.R.? 2.- La comunicazione deve arrivarmi necessariamente da HR o può essere effettuata da qualsiasi altro collega?
    Grazie

  27. Francesca // 23 settembre 2014 a 08:46 //

    Salve. Sono in cigo a 0 ore. Un’altra azienda mi propone un contratto a termine full time. Posso interrompere la cigo e iniziare il nuovo contratto?

  28. Gianluca // 7 ottobre 2014 a 14:34 //

    Buonasera, sono un dipendente che attualmente si trova in Cigs a zero ore e che ha sospeso la cassa integrazione perchè ha in essere un contratto a tempo determinato con un altra società.
    La cassa integrazione è attiva fino alla fine del 2015.

    Tenendo conto che la mia speranza è quella di poter essere richiamato dalla Societa che mi ha posto in Cigs, vorrei sapere quali sono le procedure che la Società deve rispettare per richiamare in servizio il personale posto in Cassa integrazione speciale.

    Vorrei sapere quale è l’ordine che la società è tenuta a seguire per richiamare i lavoratori tenuto conto della lista di anzianità e della possibilità che il lavoratore sia ancora in cassa e senza lavoro, abbia temporaneamente sospeso la cassa per un tempo determinato ovvero per una collaborazione part-time con partita iva oppure abbia aperto lui stesso una propria attività con partita iva.

    Grazie Gianluca.

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