LICENZIAMENTO E INDENNITA’ DI MOBILITA’ ORDINARIA

Torniamo sul tema, purtroppo molto attuale, dell’indennità di disoccupazione, di cui avevamo già parlato approfonditamente, chiarendo gli aspetti della mobilità.

La mobilità ordinaria è un intervento a sostegno dei lavoratori licenziati da aziende in difficoltà. Generalmente, ma non necessariamente, segue un periodo di cassa integrazione. Questo intervento garantisce al lavoratore un reddito sostitutivo della retribuzione. In passato veniva spesso utilizzata su licenziamenti in prossimità della pensione, in modo da portare il lavoratore fino alla pensione senza perdita dello stipendio nonostante fosse stato licenziato. Oggi la situazione è purtroppo diversa, sia per l’innalzamento dell’età pensionabile, sia per la crisi che ha colpito l’Italia.

La durata dell’assegno di mobilità è determinato in base all’età dei lavoratori all’atto del licenziamento e può variare al sud il numero di mesi, dove è maggiore la carenza di lavoro.
L’indennità spetta ai lavoratori licenziati dopo la richiesta dell’azienda di un’intervento di procedura straordinaria a sostegno del salario (generalmente si tratta della richiesta di cassa integrazione e della fine di questa). Non può durare più di 12 mesi; per i lavoratori che hanno da 40 a 50 anni sono 24 mesi, e 36 mesi per coloro che hanno più di 50 anni. Ovviamente viene sospesa al raggiungimento della pensione, anche prima di questi termini.
L’unico limite è che l’indennità di mobilità non può comunque essere corrisposta per un periodo superiore all’anzianità maturata dal lavoratore alle dipendenze dell’impresa che abbia attivato la procedura di mobilità.
Vediamo nei dettagli a chi spetta e come si richiede
(fonte dati di seguito: INPS)A CHI SPETTA

Operai, impiegati e quadri, assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, licenziati e collocati in mobilità a conclusione della relativa procedura da aziende in difficoltà rientranti nel campo di applicazione della disciplina dell’intervento straordinario di integrazione salariale.
I beneficiari devono far valere un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato.

LA DOMANDA

LA DOMANDA

Il lavoratore deve presentare la domanda (su modulo DS21) presso i Centri per l’Impiego o le sedi Inps (preferibilmente quella competente per territorio), a pena di decadenza, entro il 68° giorno dalla data del licenziamento ed iscriversi nelle liste di mobilità. I moduli sono disponibili presso le sedi Inps e sul sito www.inps.it, nella sezione “moduli”.

QUANTO SPETTA

QUANTO SPETTA

L’importo dell’indennità di mobilità ordinaria è determinato con riferimento al trattamento straordinario di integrazione salariale percepito dal lavoratore, ovvero che sarebbe spettato allo stesso, nel periodo di paga settimanale immediatamente precedente la risoluzione del rapporto di lavoro. L’indennità, per i primi dodici mesi, è pari al 100% del trattamento straordinario di integrazione salariale, trattamento che non può superare i massimali stabiliti anno per anno, e all’ottanta per cento dal tredicesimo mese in poi.
Per i licenziati nel corso del 2009 i limiti sono i seguenti:

  • € 886,31 mensili per i lavoratori la cui retribuzione, comprensiva dei ratei della 13ª mensilità e delle altre eventuali mensilità aggiuntive (14ª, premio di produzione ecc.) è pari o inferiore a € 1.917,48 lordi mensili;
  • € 1.065,26 mensili per i lavoratori che hanno una retribuzione superiore a € 1.917,48 lordi mensili.
Agli importi indicati deve essere poi detratta una percentuale pari al 5,84%. I periodi di indennità di mobilità sono utili per il diritto e per la misura della pensione sia di vecchiaia che di anzianità.

277 Commenti su LICENZIAMENTO E INDENNITA’ DI MOBILITA’ ORDINARIA

  1. sergio // 30 agosto 2014 a 14:27 //

    Buongiorno , solo un piccolo chiarimento . Per una azienda conviene più ..mettere il lavoratore in mobilita esempio mio 4 anni (Pr di latina e quasi 62anni) oppure che io mi licenzio dandomi una buona uscita .? Mi spiego meglio. Io non posso accettare la mobilità perché perderei il mio assegno di invalidità che è circa 1000 euro. Io vorrei una buona uscita e do le dimissioni. Riparte la domanda iniziale.alla azienda conviene più. ?…. etc etc grazie del consiglio anticipatamente

  2. Andrea // 8 ottobre 2014 a 14:45 //

    Salve, ho lavorato per 5 anni in una azienda a Trieste, sono stato messo in mobilità dal 25/09/2014, dopo un periodo di cassa integrazione durato un anno. Ora sono tornato in Sicilia, di cui sono originario, e ho fatto quà richiesta per l’indennità di mobilità presso il mio patronato e mi sono recato presso il centro per l’impiego per essere iscritto alle liste di mobilità…mi hanno detto che i tempi di attesa per l’iscrizione sono di 4/5 mesi…vi risulta? Tra l’altro ho trovato la possibilità di essere assunto da una ditta in Sicilia, ma gli serve il documento di iscrizione alla lista di mobilità per avere gli sgravi fiscali…è assurdo che devo aspettare 4/5 per avere quel documento che mi serve per ricominciare a lavorare…potete aiutarmi?

  3. salve a novembre saremo licenziati ed io faccio la domanda di mobilita ma ho paura che non sia accettata xche’percepisco una pensione io. Vorrei dei chiarimenti grazie.

  4. SALVE avendo una pensione di invalidita cat.io ho diritto alla mobilita visto che fra poco saro’ licenziato.

  5. Francesco // 8 dicembre 2014 a 11:55 //

    Salve lavoro al sud Italia e la mia azienda ha aperto la mobilità dicendo che fino a dicembre 2014gli anni di mobilità retribuita sono due per i lavoratori fino a quarant’anni e che dal 2015 sarà solo uno.La notizia è valida o rimangono due gli anni di mobilità?

  6. goiovanni // 18 dicembre 2014 a 23:58 //

    Ciao sono stato licenziato il 14-12-2014 con procedura mobilita che di chiude il 31-12-2014 ma andro ad iscrivermi a gennaio perche so no fuori sede. Mi toccano 2 anni (ho35 Anni e sonoolisano) ma non vorrei che iscrivendomi a gennaio perso 1 anno per effetto della fornero. E’ cosi oppure percepito sempre 2 anni? Graxie

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