CGIL FIOM Pomigliano – La FIAT, azienda trainante del settore privato del paese, ha dichiarato di voler investire 700 milioni per la ripresa produttiva della fabbrica di Pomigliano d’Arco, area depressa del sud d’Italia, condizionando, però, l’investimento a un forte peggioramento dell’organizzazione del lavoro, ma, soprattutto, condizionandolo alla perdita di retribuzione in caso di malattia del lavoratore, violando così la legge.
Soprattutto, la FIAT condiziona l’investimento al diritto di sciopero con pesanti sanzioni per il sindacato: blocco della quota di iscrizione al sindacato e blocco dei diritti sindacali degli attivisti sindacali; possibile licenziamento del lavoratore in sciopero. Queste condizioni violano la contrattazione del lavoro, la legge italiana e la Costituzione. L’ipotesi di accordo subita dalle altre organizzazioni sindacali è stata respinta da oltre il 38% dei lavoratori che hanno rifiutato così il ricatto della FIAT.
La FIOM, sindacato di categoria dei metalmeccanici, e la CGIL hanno chiesto la riapertura del confronto con la FIAT per un nuovo accordo che garantisca la produttività ma che al tempo stesso non preveda inaccettabili norme di violazioni delle leggi fondamentali dei diritti dei lavoratori e del sindacato.













