SINDACATI METALMECCANICI IN PARLAMENTO

E’ partito l’ennesimo messaggio di allarme di Cgil, Cisl, Uil e sindacati dei metalmeccanici, ma questa volta ad ascoltarli (forse) c’è il Parlamento. I rappresentanti dei principali sindacati dei metalmeccanici hanno infatti chiesto oggi il coinvolgimento dei gruppi parlamentari per la vicenda di Termini Imerese. Domani 27 settembre si terrà invece la manifestazione a Roma, in concomitanza del vertice presso il Ministero delle attività produttive, per discutere la questione.

L’ufficio stampa CGIL ha trasmesso oggi un comunicato in cui cita alcune parti dell’appello rivolto ai parlamentari “Gentili Onorevoli, la situazione della Fiat di Termini Imerese è a tutti nota e tutti sanno il grosso rischio che si corre se entro fine anno non si trovano soluzioni adeguate per il rilancio del sito industriale al fine di garantire l’occupazione”. Comincia così la lettera che i sindacati confederali Cgil, Cisl,. Uil e i sindacati di categoria dei metalmeccanici, Fiom, Fim e Uilm hanno spedito oggi ai presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato per chiedere un coinvolgimento diretto della politica a favore dei lavoratori di Termini Imerese.

I lavoratori della Fiat di Termini Imerese  – prosegue la lettera – domani saranno presenti in Piazza SS. Apostoli dalle 9,30 alle 14, prima dell’incontro che si svolgerà al Mise (ministero dello Sviluppo Economico) alle ore 15.    Vi chiediamo di portare un Vostro contributo utile non solo a dimostrare la sensibilità verso il problema ma anche per ascoltare le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Ci saranno i nostri parlamentari? E chi? Manca poco a svelare il mistero dell’ennesimo appello che sembra già dall’inizio destinato a cadere nel vuoto. Secondo le stime infatti domani si muoverebbero dalla Sicilia circa 600 tute blu per manifestare, in contemporanea con la riunione parlamentare sulla questione.

Mimmo Milazzo e Giovanni Scavuzzo, segretario generale Cisl Palermo e Fim Cisl Palermo, intervistati da AdnKronos affermano:  ”Dal tavolo attendiamo il chiarimento dei punti ancora oscuri – dicono – come quelli che riguardano il sostegno economico e, quindi, gli ammortizzatori sociali per i lavoratori e il modo in cui saranno accompagnati all’avvio delle nuove attività, il mantenimento dei posti di lavoro per tutti i 2200 operai e la garanzia di solidi piani di industriali delle aziende che dovranno subentrare a Fiat”.  ”I tempi sono ormai stretti – concludono i due segretari -. Dicembre si avvicina e sono troppe le incognite, per questo ribadiamo la richiesta già avanzata dal nostro sindacato alla casa automobilistica torinese, che Fiat mantenga la presenza e l’impegno a Termini fino a che tutti questi nodi non verranno sciolti”. Gli operai che partono oggi dalla Sicilia attenderanno con un sit-in davanti la sede del ministero Attività produttive l’esito dell’incontro.

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