
Il governo ha invece scelto la soluzione che avevano richiesto i partiti all’inizio della vicenda ILVA, ovvero “l’assunzione di responsabilità” consistente nella “modifica della normativa ambientale”: in pratica, se inquini non chiudi, semmai si sposta il limite di inquinamento di qualche grado.
Intanto, senza rispondere all’interrogazione di Bonelli su questo comma, il ministro dell’Ambiente Clini ha presentato la norma sulle bonifiche e i siti contaminati. «Ne abbiamo 57 in Italia ha detto Clini e per questo abbiamo inserito una norma chiarificatrice. Per le rocce e terre da scavo si è deciso di equipararle ai materiali da costruzione per facilitarne lo smaltimento a costi inferiori. Per l’Aia e le altre autorizzazioni ambientali si sono introdotti tempi certi: da 90 a 120 giorni al massimo. Le amministrazioni dovranno rispondere nel merito e questo darà garanzie a chi investe in Italia». Di parere opposto i Verdi che, pensando all’Ilva chiedono invece «spiegazioni al governo su una norma ad aziendam», fatta solo per salvare la produzione dell’Ilva e continuare a inquinare pesantemente il territorio.





