
Infatti, mentre in alcuni settori – pensiamo alla ristorazione o alla hospitality – nella scelta dell’attrezzatura professionale si presta maggiore attenzione all’estetica e alla personalizzazione (in questo senso segnaliamo che Fullgadgets.com, eCommerce italiano attivo in questo campo, include una linea di abbigliamento personalizzato da lavoro), in altri contesti come fabbriche e cantieri la sicurezza e l’affidabilità degli indumenti sono considerate più importanti rispetto al design dato che la priorità è proteggere i lavoratori da potenziali rischi e incidenti sul posto di lavoro.
Ma cosa si intende esattamente per abbigliamento antinfortunistico? E quali sono le normative che regolano il suo utilizzo?
In questo articolo, vediamo nel dettaglio quali sono i requisiti per un corretto abbigliamento antinfortunistico e perché questo è così importante quando lo si deve indossare sul proprio luogo di lavoro.
Differenza tra abbigliamento da lavoro e abbigliamento antinfortunistico
Prima di immergerci nel concetto di abbigliamento antinfortunistico, è cruciale distinguere tra questa categoria di indumenti e l’abbigliamento da lavoro più generico.
Mentre l’abbigliamento da lavoro ha principalmente lo scopo di proteggere i capi civili dall’usura e dallo sporco, l’abbigliamento antinfortunistico va oltre, offrendo un livello supplementare di sicurezza per i lavoratori durante l’esecuzione delle loro mansioni.
L’abbigliamento da lavoro può essere paragonato a un’uniforme aziendale, progettata per creare un aspetto pulito e professionale per i dipendenti e per identificare facilmente il personale in base al settore di appartenenza.
Questa categoria di abbigliamento include capi come camicie, pantaloni e grembiuli, che sono principalmente destinati a proteggere i vestiti civili dei lavoratori e a fornire un aspetto uniforme all’azienda.
D’altra parte, l’abbigliamento antinfortunistico è progettato specificamente per proteggere i lavoratori da lesioni e rischi sul posto di lavoro. Questo tipo di indumenti aggiunge un livello di sicurezza supplementare, offrendo protezione contro una vasta gamma di pericoli, come cadute, ustioni, esposizione a sostanze nocive e altro ancora.
A differenza dell’abbigliamento da lavoro, l’abbigliamento antinfortunistico è strettamente regolamentato e spesso obbligatorio per legge in determinati ambienti lavorativi.
In sintesi, se l’abbigliamento da lavoro è principalmente una questione di presentazione e uniformità aziendale, l’abbigliamento antinfortunistico è essenziale per garantire la sicurezza dei lavoratori sul posto di lavoro, offrendo una protezione vitale contro una serie di rischi e pericoli.
Cos’è l’abbigliamento antinfortunistico?
L’abbigliamento antinfortunistico comprende una vasta gamma di capi e accessori progettati per proteggere i lavoratori da rischi per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro.
Questo tipo di abbigliamento non si limita solo ai cantieri edili o alle attività ad alto rischio, ma è necessario in molti settori, inclusi il sanitario, l’alberghiero e la ristorazione.
L’abbigliamento antinfortunistico non è solo quello utilizzato dai lavoratori edili o da coloro che svolgono compiti considerati ad alto rischio. Include una varietà di capi come camici e cuffie utilizzati nel settore sanitario, oltre a uniformi e accessori indossati da personale alberghiero o della ristorazione.
Questi capi sono progettati per proteggere i lavoratori da lesioni, esposizione a sostanze nocive e altri pericoli sul luogo di lavoro.
Normative sull’abbigliamento antinfortunistico
Le disposizioni che disciplinano l’impiego dell’abbigliamento antinfortunistico trovano fondamento soprattutto nell’articolo 475 del 1992, il quale qualifica tali indumenti come strumenti volti a preservare la sicurezza e il benessere dell’individuo che li utilizza, mitigando i potenziali rischi per la salute sul luogo di lavoro.
È fondamentale evidenziare che, mentre l’adozione dell’abbigliamento da lavoro è lasciata alla discrezione dell’azienda, l’uso dell’abbigliamento antinfortunistico è prescritto per legge.
In conformità con l’articolo 75 del Decreto Legislativo 81 del 2008, i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), che comprendono anche l’abbigliamento antinfortunistico, devono essere utilizzati obbligatoriamente dai lavoratori quando i rischi non possono essere evitati o ridotti in modo adeguato mediante misure tecniche di prevenzione o dispositivi di protezione collettiva.
Categorie dei dpi e ruolo delle scarpe antinfortunistiche
I DPI si suddividono in tre categorie in base ai rischi che proteggono dai: lievi, medi o gravi. Le scarpe antinfortunistiche rientrano nella categoria dei DPI di alta entità, poiché proteggono dai rischi di lesioni gravi o persino mortali sul posto di lavoro.
Esistono diversi tipi di scarpe antinfortunistiche, ognuna progettata per adattarsi alle esigenze specifiche del settore e del compito svolto dal lavoratore.
Le scarpe antinfortunistiche rappresentano uno dei capi più importanti dell’abbigliamento antinfortunistico.
Esistono modelli progettati per garantire la stabilità sui cantieri, per proteggere da cadute e impatti, e per fornire isolamento termico in ambienti estremi come le cucine.
Queste calzature sono realizzate con materiali resistenti e rinforzati, come acciaio e compositi, e sono progettate per resistere alle condizioni più difficili sul luogo di lavoro.
L’abbigliamento antinfortunistico svolge un ruolo fondamentale nella protezione dei lavoratori e nella prevenzione degli infortuni sul luogo di lavoro.
Datori di lavoro e dipendenti devono essere informati sulle normative vigenti e sull’uso corretto di questo tipo di abbigliamento, che è essenziale in quasi tutti gli ambienti lavorativi per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori.





